Il ministro: «Devo tutelare il patrimonio storico, sarò sempre contrario» «Io dirò no alla soluzione della tramvia davanti al Battistero di Firenze e sì all'apertura di un tavolo per trovare una soluzione alternativa». Il ministro dei beni culturali Sandro Bondi lo ha ribadito anche ieri, durante un incontro promosso da Italia nostra a Roma: sul passaggio della tramvia al Duomo la contrarietà è netta. «A Firenze si è svolto un referendum sulla tramvia - ha detto il ministro - in cui la maggior parte delle persone che hanno votato, hanno votato contro. Il sindaco vuoi fare la tramvia contro la volontà dei cittadini, ma la tutela del patrimonio storico spetta al ministero ed io a questa soluzione dirò no». Una presa di posizione cui si uniscono le reazioni alla conferenza stampa del centrosinistra a Palazzo Vecchio. «Adesso è chiaro perché Domenici ha fatto quel durissimo attacco al governo - osserva Gabriele Toccafondi, deputato Pdl e consigliere comunale Fi - Era l'unica possibilità per ricompattare una maggioranza che nei fatti è disintegrata. Non è certamente un caso che non appena è emersa la diatriba tra sindaco e governo, c'è stata una riunione di maggioranza e poi una conferenza provinciale del Pd con i Comuni, per dare solidarietà e sostegno al sindaco». In realtà per Toccafondi si tratta solo di un tentativo di trucco: «Siamo di fronte a un'ulteriore dimostrazione che la maggioranza non esiste più, al punto che ha bisogno di ricorrere a queste alchimie per cercare di tirare avanti. Noi la sfidiamo a venire in aula a parlare del gestore unico del servizio idrico, dell'aeroporto, dello stadio a Castello. Non accadrà, perché il sindaco sa bene che la maggioranza esploderebbe». E le accuse al governo di danneggiare la città? «L'unico danno evidente - replica Toccafondi - sono i lavori interminabili e un progetto che non risolverà i problemi della viabilità a Firenze. Ci sarà una leggera diminuzione del traffico privato, ma nessuna soluzione di guai annosi». Achille Totaro, senatore Pdl, sottolinea che «il ministro Matteoli ha ribadito un giudizio di carattere politico, dicendo che la tramvia è una sciocchezza. Ora la sinistra, con atteggiamenti minacciosi che tirano in ballo anche chissà quali dossier, ha raggiunto l'apoteosi della prevaricazione e dell"arroganza nei confronti di Matteoli e Bondi». Totaro ricorda che «sulla tramvia c'è stato un referendum e la città si è espressa contro il progetto. Ma se al tavolo su Firenze il sindaco non vuole discutere di tramvia, di cosa si dovrebbe parlare? Ha ragione Bondi a puntualizzare su questo aspetto. È molto preoccupante sotto il profilo democratico - afferma Totaro - questo tipo di arroganza da parte di chi si candida a guidare ancora per cinque anni Firenze. Spero che siano puniti da chi non vuole tramvia, ma più in generale non vuole questa idea di città, che fa leva su progetti sbagliati e iniziative propagandistiche alla Cioni».