Tra una settimana la chiesa di Ognissanti tornerà ad accogliere i suoi quasi 2.500 parrocchiani, dopo un anno e mezzo di lavori di restauro e manutenzione. Complessivamente sono stati investiti poco meno di 600mila euro. Il contributo principale è atteso dal ministero per i beni e le attività culturali, che ha previsto (anche se non ancora realizzato) uno stanziamento di 300mila euro. Per questo il ministro Sandro Bondi ha annunciato la sua presenza all'inaugurazione, prevista per venerdì alle 17. Impegni di spesa considerevoli anche da parte delle banche: Cariplo e Cariverona hanno sborsato 100mila euro ciascuna, mentre la Banca Agricola ha contribuito con 20mila euro. Gli enti locali non sono stati coinvolti nel progetto. Altri 15mila euro sono arrivati dalla Comunità della provincia di Mantova. Ma i finanziatori più apprezzati sono senz'altro gli Amici di Ognissanti e Sant'Orsola. Si tratta del gruppo di parrocchiani che, da qualche anno a questa parte, si è attivato nella raccolta fondi per il restauro della chiesa: «Dedicando tempo, passione e competenza, i nostri volontari sono riusciti a raccogliere oltre 40mila euro per quest'opera», spiega il parroco don Renato Pavesi. Per Ognissanti si chiude un iter di restauro che dura dal 1999. Si iniziò con il recupero dell'organo. Poi toccò a facciata e copertura. Ora si è completato il lavoro con gli interni. In questi diciotto mesi di cantiere lo studio Architettura restauro dell'architetto Nicola Sodano ha provveduto ad un intervento che ha interessato pressoché ogni angolo della chiesa. Innanzi tutto sono stati rimessi a nuovo rimpianto fonico e quelli di elettricità e riscaldamento, ormai obsoleti. A questi è stata aggiunta una barriera per l'eliminazione dell'umidità. Più articolate le azioni negli spazi artisticamente più delicati della chiesa settecentesca (in realtà le origini dell'edificio risalgono a qualche secolo più indietro, ma la struttura che rimane oggi è di età barocca): recupero cromatico delle pareti, interventi nelle parti marmoree, lignee e intonacate, pulizia degli ovali decorati e adeguamento dell'altare. Don Renato Pavesi, da diciannove anni alla guida della parrocchia, è comprensibilmente soddisfatto, «anche perché - aggiunge - mi pare sia stato fatto un lavoro di ottima qualità». Alla soddisfazione si aggiunge però un velo di preoccupazione. I conti non quadrano ancora, perché i fondi che il ministero negli anni ha più volte promesso non sono stati ancora effettivamente stanziati. Si tratta di 300mila euro, cioè della metà dell'importo di spesa complessivo. «Con i tempi che corrono è difficile star tranquilli finché non si vedono arrivare le risorse promesse: non vorremmo trovarci con dei debiti imprevisti», spiega il sacerdote. Quel che è certo è che si chiude l'esilio dei parrocchiani, che per un anno e mezzo erano stati indirizzati alle celebrazioni della vicina chiesa di Sant'Orsola.