Quasi 19mila presenze l'anno. Il dato è stato stimato grazie al conteggio delle firme dei turisti, apposte, sul registro presente all'ingresso degli scavi, che costano ogni anno alla soprintendenza circa 2 milioni di euro. Ma, secondo gli studiosi "Si potrebbe fare di più se solo non fossero considerati di 'serie B" a parlare è Antonio Ferrara presidente del comitato per gli scavi di Stabia fondato da Libero D'Orsi nel 1950, che lancia la proposta di istituire un biglietto d'ingresso. "Un costo minimo - spiega Ferrara - che consentirebbe di recuperare quell'impressione di abbandono che non è nella volontà di chi li gestisce, ma, purtroppo nella percezione di chi ne fruisce". D'accordo con il presidente del comitato l'amministratrice dell'azienda turistica stabiese. "Siamo pronti ad incontrare il soprintendente per discutere di questa proposta - fanno sapere dall'ente - e quest'anno abbiamo intenzione di istituire per gli scavi anche un servizio di trasporto su ruote, come un minibus per consentire, a chi giunge a Stabia in treno, di arrivare facilmente ai siti archeologici. "Il biglietto ingresso però non dev'essere letto sotto un'ottica speculativa - spiega Ferrara - serve innanzitutto a tutelare le fasce protette come giovanissimi ed anziani, poi parte del ricavato del ticket potrebbe essere utilizzato per interventi di restauro, che è uno dei propositi stabiliti della nascita della soprintendenza di Pompei (gli incassi dovevano rimanere nelle zone dei siti per destinarli agli scavi locali e non nelle casse generali del ministero)". È naturale pensare alla distribuzione di piantine che raffigurino tutti i locali degli scavi archeologici, alla possibilità di fittare audio guide o guide specializzate e al monitoraggio effettivo delle presenze a Stabia. E tra le presenze è recente quella di Lucio Dalla. Ad accompagnarlo Catello Vanacore, studioso e storico della città: "Dalla mi chiese come mai le meraviglie dì Castellammare erano sconosciute - racconta lo storico - si appassionò a tal punto da insistere per visitare l'intero sito". La denuncia di Vanacore per lo stato in cui versano i monumenti stabiesi è cominciata nel 1975, quando in un saggio pubblicò le condizioni non solo degli scavi, ma anche dell'Antiquarium e di Grotta San Biagio. "Da allora non è cambiato nulla. Stabia ha bisogno di una maggiore valorizzazione - continua Catello Vanacore - quei luoghi non godono di nessuna protezione".
Castellammare di Stabia. Un sito escluso dal circuito che rischia la rovina
Il comitato per gli scavi di Stabia ha proposto l'istituzione di un biglietto d'ingresso per gli scavi archeologici di Pompei. Il presidente del comitato, Antonio Ferrara, sostiene che il costo minimo potrebbe essere recuperato per recuperare l'impressione di abbandono che i siti hanno. L'amministratrice dell'azienda turistica stabiese è pronta ad incontrare il soprintendente per discutere della proposta. Il biglietto d'ingresso potrebbe essere utilizzato per tutelare le fasce protette, come i giovani e gli anziani, e per finanziare interventi di restauro. I siti archeologici di Stabia, tra cui gli scavi di Pompei, hanno bisogno di una maggiore valorizzazione.
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