Lunedì scorso, nella sala conferenze del Denaro, si è svolto un dibattito sul piano territoriale regionale, recentemente approvato dal Consiglio regionale. Nell'incontro, promosso dal Centro studi "Nicola Amore", tutti gli interventi hanno rilevato l'importanza del provvedimento, atteso da 65 anni. Pertanto, sono stati rivolti complimenti all'assessore Gabriella Cundari ed al Presidente della quarta Commissione del Consiglio regionale Pasquale Sommese, che hanno illustrato gli obiettivi generali del piano. Tuttavia, la forma ed il contenuto della nuova legge destano qualche perplessità. Ciò vale, ad esempio, per l'istituzione e le attribuzioni della nuova Conferenza permanente di pianificazione, che può rendere più lunga e complicata la procedura di approvazione dei piani urbanistici. Basti pensare che al previsto "accordo di pianificazione" si dovranno applicare le norme sull'accordo di programma, compresa la partecipazione di "tutti i soggetti, pubblici e privati, interessati all'attuazione degli interventi". Inoltre, anche semplici piani attuativi comunali potrebbero essere sottoposti al vaglio delle detta Conferenza. Si obietta che si tratterebbe di piani attuativi aventi valore strategico. Ma tali piani devono essere conformi ai piani sovraordinati (dai piani territoriali al piano comunale generale). Ciò già garantisce l'osservanza delle finalità "strategiche" degli interventi. In ogni caso, il piano territoriale non è coordinato con il vigente Codice dei beni culturali, per quanto riguarda, ad esempio, la decadenza dei piani paesistici vigenti. Inoltre, fin quando il Ministero dei beni culturali e la Regione non avranno approvato congiuntamente il piano paesaggistico, sulla maggior parte del territorio regionale ogni intervento edilizio sarà subordinato al discrezionale parere preventivo e vincolante della Soprintendenza. Insomma, soltanto dopo l'approvazione congiunta del piano paesaggistico si potrà avere un pò di certezza in ordine agli interventi consentiti nel territorio regionale. Resta, poi, urgente l'approvazione dei piani sottordinati e, in particolare, dei piani urbanistici comunali. A tal fine, occorre la modifica della delibera della Giunta regionale, riguardante i cosiddetti "indicatori di efficacia", con i quali deve essere spiegata la pianificazione provinciale e comunale. Nulla cambia, poi, per quanto riguarda l'abusivismo edilizio, su cui ovviamente non influisce l'approvazione del piano territoriale regionale. In proposito, invece, occorre applicare le sanzioni da molto tempo previste dalla legislazione vigente e, in particolare, la "confisca" delle unità immobiliari abusive. centro studi