Sarò intraprendente giovane e vitale una donna decisa a conquistare luomo dei desideri I biglietti venduti hanno raggiunto quota ventiquattromila. Ma lobiettivo del Comunale è di arrivare a trentamila. E ce la farà. Perché al pubblico piace lidea di "Recondita armonia", la rassegna di opere superpopolari proposte con un calendario serratissimo e a prezzi alla portata di tutti (da 50 a 15 euro). Si va in scena al Maggio sfidando uno dei momenti più brutti e pericolosi degli ultimi anni per le fondazioni lirico sinfoniche, stremate da un governo disposto solo a decurtare i fondi con una mannaia da film splatter. Ma in corso Italia, al Comunale, in questi giorni diventata unautentica «fabbrica dellopera» come ama chiamarla il sovrintendente Francesco Giambrone, tirano venti dorgoglio battagliero: «Non vogliamo attendere inerti la fine - dichiara Giambrone - i tagli al Fus non sono compatibili con la sopravvivenza, ma noi vogliamo dimostrare che il Maggio è un teatro in piena salute artistica e che il melodramma è un fattore di identità nazionale vivo e imprescindibile per la nostra cultura, al quale lo Stato non può far mancare il proprio sostegno. "Recondita armonia" è uniniziativa nuova - prosegue il sovrintendente - che richiede unorganizzazione produttiva interna completamente diversa, alla quale tutte le masse artistiche e tecniche fiorentine hanno risposto con duttilità ed entusiasmo. E un cambiamento di mentalità per noi e per i nostri assetti, anche in vista dellimminente posa della prima pietra del nuovo teatro, e dei ritmi che tale spazio imporrà in futuro». Stasera linaugurazione, alle 20.30, con il sold out di Tosca, sul podio Antonio Pirolli, regia di Mario Pontiggia e scene di Francesco Zito, coppia che firma tutti i nuovi allestimenti in cartellone, nel cast Daniela Dessì, Marco Aberti e Alberto Mastromarino, repliche il 14, 18, 23, 26, ancora biglietti per le due ultime recite. Domani tocca invece a Bohème, dirige Giampaolo Bisanti, sul palco anche Donata DAnnunzio Lombardi, Gianluca Terranova e Stefano Antonucci, repliche il 17 e 22 ottobre ma il teatro è pressoché esaurito. Il 16, 19, 21 e 24 ottobre toccherà infine a Maggiodanza e ai balletti Vespri (di Luciano Cannito) e Paganini (di Vladimir Vassiliev) seguiti, alle 22.30, da Cavalleria Rusticana di Mascagni, affidata alla bacchetta di Pietro Rizzo, interpreti Fabio Armiliato, Miriam Cornetti, Chiara Fracasso, Viorica Cortez: ancora biglietti, cè anche la possibilità di assistere solo ai balletti o solo allopera di Mascagni. Come sempre quando cè in ballo il grande repertorio, "Recondita armonia" è stato preso dassalto dai gruppi organizzati di melomani e non: arriveranno da Palermo e dalle Canarie passando per Ravenna, Montecatini, Lucca, Cascina, Suzzara. Il Comune di Carmignano ha attivato una convenzione, invierà 50 cittadini ad ogni titolo. Tra le scuole fiorentine, vince in presenze il liceo scientifico Leonardo da Vinci con un totale di 500 studenti, seguono leducandato della Santissima Annunziata (300), Lorenzo de Medici (200), Machiavelli. Maria Luigia Borsi, il soprano trentenne che domani canta per la prima volta nella sua carriera al Comunale ne La Bohème, è entusiasta del pubblico giovane, «da ragazza appartenente ad una generazione che non è stata abituata ad amare larte, e che considera questo una sconfitta». E poi Bohème è unopera giovane: «Sono in completo accordo con il regista che ha voluto tirare fuori lo spirito vitale, fresco da tutti i personaggi. Mimì in questo spettacolo non è la donna morente sin dalla prima scena, ma una ragazza che vive la sua gioventù fino in fondo, fino allultima goccia di vita che le rimane nelle vene, anche quando è sul letto di morte. E una donna di forti passioni, non lontana da Musetta. Nel primo atto, fa di tutto per rimanere insieme a Rodolfo, come farebbe qualunque donna determinata, intraprendente, davanti alluomo oggetto del suo desiderio: nella regia di Pontiggia, è lei che fa finta di perdere la chiave, lei che spegne il lume anticipando tra laltro i gesti di Rodolfo. Mimì, insomma, incarna una tipica caratteristica femminile: quella di determinare una situazione». Nella «gaia fioraia» la Borsi mette molto del suo vissuto personale: «si dice che la voce è lo specchio dellanima, è quindi per me naturale pensare ad un amico morto o a mia madre mentre canto questo ruolo, così come conservo sempre un appiglio al mio vissuto in ogni opera, punto di partenza per trovare la vibrazione giusta con cui porgere nel modo più credibile ogni parola, ogni nota. Questo fa sì che un ruolo cresca in parallelo con me. Noi cantanti siamo molto fortunati. Perché impersonando caratteri diversi dal nostro scopriamo sempre qualcosa di diverso e inaspettato di noi stessi». Nata in Ciociaria ma toscana a tutti gli effetti (vive a Collesalvetti), la Borsi si sente livornese nel suo essere «determinata: sono una che lotta, che non si arrende con facilità. So che per il pubblico il mestiere di cantante somiglia ad una fiaba, ma non è così: bisogna sempre rimettersi in discussione. Io canto non per apparire, ma perché sento di poter donare qualcosa a chi viene ad ascoltarmi. Il mio salvagente è la semplicità. Il divismo mi diverte, se lo guardo dallesterno, ma non lo pratico: sono una ragazza che ha sempre vissuto in campagna, amo la terra e le cose vere, e i più preziosi consigli mi sono arrivati da chi ha condiviso con me questi sentimenti piccoli». Una semplicità che ha ritrovato in Muti (lha voluta come Desdemona a Salisburgo, dove ha trionfato) Lorin Maazel e in partner come Nucci, Bruson, Domingo, Carreras: «Al mio timore reverenziale tutti hanno risposto con il sorriso dellaccoglienza. Noi giovani cantanti non abbiamo altro che da attingere alla loro arte per tramandarla al pubblico che verrà». I costumi per Amneris risalenti agli anni Cinquanta. E ancora Gioconda, Carmen, La Favorita. Gigantografie di foto di scena, documenti. Fedora Barbieri torna nel teatro che lha vista debuttare, nel 1940, nel Matrimonio segreto di Cimarosa, con una mostra a lei dedicata che espone abiti di scena provenienti dal civico museo teatrale «Carlo Schmidl» di Trieste (la città dove nacque), a cui ha lasciato tutte le testimonianze della sua meravigliosa carriera. La mostra «La veste della voce» è stata allestita nei foyer del Comunale dall11 al 26 ottobre in occasione proprio di «Recondita armonia»; nel foyer di platea sarà visibile anche il bozzetto di Felice Casorati per La Vestale di Spontini andata in scena nella prima edizione del Maggio, nel 1933, sul podio Gui. E stata acquisita nel maggio scorso dalla Cassa di Risparmio di Firenze. Questa mattina alle ore 11 si terrà una messa alla Badia Fiesolana per Leonardo Bartolini, fiorentino, economista di fama internazionale, vicepresidente della Federal Reserve, scomparso un mese fa. Bartolini è stato ricordato ieri pomeriggio alla facoltà di Economia da Marco Dardi, Giuseppe Bertola, Paolo Pesenti, Bruno Maria Parigi. Dopo aver studiato a Firenze e Princeton, Bartolini era entrato al Fondo monetario internazionale.