Alle ore 19.30 si accenderanno tutte le luci del palazzo Firmato protocollo tra lazienda sanitaria e il Comune Un volumetto di Pendragon Cassero: solidali con i famigliari Dieci brevi prose per raccontare San Donato Inaugurazione del nuovo Comune con corteo di fanfara e danzatori Le casette olimpiche in affitto ai lavoratori dellAusl "Se ha bocciato il tram di Firenze faccia lo stesso con noi" Dieci brevi prose per raccontare un quartiere di frontiera come il San Donato. Qui da ogni luogo, curato da Maria Teresa Cassini e Alessandro Castellari con testi di Stefano Gualandi, Raffaella Lubian, Paola Biavati, Nicoletta Pierantozzi, Franca Raimondi, Adelaide Grella, Paola Franceschini, Alberto Albertazzi, Antonio Orsi e Dolores Moretti, è un volumetto edito da «Pendragon» che compone una polifonia capace di riassumere i tanti punti di vista del luogo, dagli immigrati ai residenti italiani che vivono e lavorano in questa fetta di Bologna a nord est delle due torri. Il progetto è stato promosso dal quartiere e in particolare dal presidente Riccardo Malagoli e dalla responsabile della cultura Marvet Michela Guarino. Ma i protagonisti sono i dieci componenti del gruppo di scrittura che da anni raccolgono storie in questo rione-laboratorio sociale. Il primo libro fu dedicato agli anziani e ai loro ricordi, il secondo alle donne e al loro vissuto di madri-lavoratrici e il terzo, che sarà in libreria fra una decina di giorni, alle vicende dellintegrazione e del rapporto tra abitanti autoctoni e stranieri. Ciascun partecipante, ha scelto un personaggio in grado di essere rappresentativo di un certo ambiente. Cè il fruttivendolo albanese, la signora marocchina che coltiva erbe del suo Paese e cucina piatti del Magreb, cè ledicolante che sciorina una carrellata di situazioni, cè la signora italiana che rivitalizza il proprio matrimonio frequentando col marito corsi di tango. Cè, insomma, la vita della gente, a volte faticosa, difficile e piena di sacrifici, ma alla fine gratificante a patto che tutti facciano uno sforzo di comprensione e dialogo. Cè la storia di Maria, una donna rumena che lotta per conquistarsi una dignità e un riconoscimento e finalmente sente di avere una piccola patria sulle panchine del giardino di via Magazzari. Un approdo pacificante come una sorta di Itaca. Lassociazione Il Cassero ha fatto sapere che «con sdegno e imbarazzo» prende le distanze dalla solidarietà espressa nei giorni scorsi da Imma Battaglia, presidente dellassociazione Dì Gay Projet, allex terrorista Francesca Mambro. «La nostra solidarietà - ha scritto in una nota il Cassero - continuiamo a darla a tutti i famigliari delle persone uccise dalla follia di questi personaggi». «Italia nostra» si appella al ministro dei Beni culturali Sandro Bondi: «Se ha bocciato la tramvia di Firenze che passa vicino al duomo, si opponga anche al progetto del Civis perché in entrambi i casi si tratta di un abuso contro il paesaggio» annuncia il presidente nazionale dellassociazione Giovanni Losavio. Accanto a lui la responsabile regionale Marina Foschi e il rappresentante bolognese Paolo Pupillo. Tra il pubblico un membro eccellente quale Pierluigi Cervellati autore anche di una serie di diapositive esplicative del danno che il filobus provocherebbe alle vie storiche e nel passaggio sotto le due torri «ridotte a uno spartitraffico con San Petronio nel ruolo di vigile urbano». Larchitetto e ex assessore allUrbanistica, invoca una pedonalizzazione di tutta larea attorno al monumento più celebre di Bologna, lunico contesto naturale, a suo dire, consono per questultimo. In platea ad applaudire Cervellati cè anche il direttore Ascom Giancarlo Tonelli (promotore di una modifica al percorso) la cui associazione, in passato, ha più volte invocato lo spegnimento di «Sirio» e una maggiore flessibilità negli accessi in centro. Il filobus riesce a mettere daccordo anche chi ha opinioni diametralmente opposte. In verità la platea nellaula delle lauree della facoltà di Biologia di via Selmi è molto eterogenea. Ci sono i comitati, cè lex sindaco Guido Fanti («occorre cambiare il progetto e salvaguardare il centro storico») e cè anche l«Altrainformazione» con Delisa Merli e Maddalena Piccolo coautrici di un blitz a Roma dal sottosegretario Roberto Castelli. «Il Civis è contro la legge e vogliamo che il ministro lo blocchi» riprende Losavio riscuotendo unaltra salva di applausi. Cervellati ha poi mostrato quelle che ritiene le tante storture di un mezzo a suo giudizio del tutto inadatto al passaggio in centro, vale a dire banchine più alte del pavimento del portico, passaggi al limite sotto il torresotto di Strada Maggiore, danni per le ulteriori vibrazioni apportate ai portici, specie a quello dei Servi, il più delicato, e fessurazioni negli storici palazzi nelle vie del centro. «Questo Civis - aggiunge Cervellati - è più alto, più pesante e più largo degli attuali filobus da diciotto metri e avrà un impatto devastante sul centro. In via San Felice, nellimpossibilità di realizzare una banchina per laffollamento che cè, il filobus passerà senza fermarsi e questo è da considerare uno scempio, un fatto illogico e uno spreco di denaro». Oggi alle 19 sarà inaugurata la nuova sede degli uffici comunali. Il taglio del nastro di Palazzo Bonaccorso, comè stato battezzato in ricordo del capitano autore del primo atto di liberazione degli schiavi, verrà fatto dal sindaco Sergio Cofferati dopo una simbolica processione che partirà da Palazzo dAccursio alle 18, guidata dalla Fanfara dei Carabinieri di Firenze. Alle 19.30 verranno accese tutte le luci del grande complesso progettato dallarchitetto Mario Cucinella, che comprende 30 mila metri quadri di uffici, negozi e parcheggi. Su questo sfondo si uniranno alla cerimonia i ballerini della compagnia Retouramont che, appesi con delle corde alle vetrate del nuovo palazzo, si esibiranno in coreografie aeree. Nella piazza antistante, chiamata Liber Paradisus, ci sarà invece lo spettacolo di percussioni del gruppo Afroeira, realizzato in collaborazione con Mismaonda e Danza Urbana. Le casette olimpiche acquistate dal Comune in affitto calmierato ai lavoratori dellAusl per combattere il carovita. E uno dei punti del protocollo siglato tra azienda sanitaria e Comune di Bologna che fissa le linee di sviluppo future della sanità cittadina. Nel documento lamministrazione si impegna a trasferire terreni e immobili in comodato gratuito o cedendo il diritto di superficie per 99 anni, mentre lAusl ricambia reperendo i finanziamenti per la realizzazione delle opere in programma. «Abbiamo una necessità di almeno 100 posti per infermieri e dipendenti», ha spiegato il direttore generale dellAusl Francesco Ripa di Meana, ricordando che molti lavoratori sono costretti a lasciare Bologna, perchè non sono in grado di sopportarne lalto costo della vita. Nel protocollo, inoltre, è prevista la nascita del nuovo poliambulatorio del Navile, in via Fioravanti. SEGUE A PAGINA V