Il soprintendente Guzzo: La struttura di Pozzuoli associa alla sua valenza archeologica unalta rilevanza turistica e paesaggistica Gli atleti apparivano, come dincanto, in fondo alla pista. Scattavano e poi correvano, tra le ovazioni del pubblico. Sullo sfondo, il promontorio di Miseno chiudeva come in un abbraccio il golfo più amato della Romanità. Quasi duemila anni sono passati: riapre oggi al pubblico lo stadio edificato a Pozzuoli per volere dellimperatore Antonino Pio nel secondo secolo dopo Cristo. Uno stadio "alla greca", in omaggio al filo-ellenismo di Adriano, predecessore di Antonino: una tipologia assai diffusa appunto tra la Grecia e lAsia minore ma molto rara in Italia, se si fa eccezione per lo stadio di Domiziano a Roma, oggi piazza Navona, e unanaloga piccola struttura a Baia, città in cui Adriano morì nel 138 dopo Cristo. Il sorprendente sito puteolano si trova nellarea compresa tra via Campi Flegrei e via Luciano, a pochi passi dallex fabbrica Olivetti. Tanto più sorprendente in quanto da sempre sotto gli occhi di tutti: i resti dellimponente struttura, lunga in origine trecento metri e larga settanta, sono stati per secoli interrati e ricoperti da sterpaglie, ma sempre parzialmente visibili. Duecento anni fa gli spalti vennero inglobati in una masseria tuttora esistente, anche se non più operativa. Nel 1932 il nuovo tracciato della Domiziana voluto dal regime fascista tagliò a metà la pianta dello stadio e seppellì buona parte della pista. Il resto lo hanno fatto, nel corso dei secoli, gli eventi naturali: frane, alluvioni, terremoti, eruzioni. Ma da oggi, dopo diciannove secoli, lo stadio di Antonino Pio si può finalmente visitare. «Una straordinaria opera di recupero, resa possibile grazie a un finanziamento di cinque milioni di fondi europei gestiti dalla Regione», spiega il governatore Antonio Bassolino. «Unopera che dovrà essere completata con il recupero della restante parte dello stadio, a valle della strada. Nellambito di un progetto generale di recupero dei siti archeologici dei Campi Flegrei, per il quale stiamo investendo duecento milioni di euro. Un altro straordinario risultato lo raggiungeremo con il recupero dellantica cattedrale di Pozzuoli. Nei primi mesi dellanno prossimo allestiremo una grande mostra con tutto ciò che abbiamo recuperato in questi anni». Lassessore regionale ai Trasporti, Ennio Cascetta, annuncia intanto «il potenziamento della Ferrovia Cumana, che deve diventare una vera metropolitana con corse ogni dieci minuti anziché ogni venti. Stiamo ristrutturando le stazioni, larchitetto Bruno Discepolo si occupa in particolare di quella che si trova a pochi passi dallo stadio di Antonino Pio, a cui sarà collegata. Lattracco dei traghetti per le isole sarà spostato dal porto di Pozzuoli e collocato in una banchina più a ovest, che verrà a sua volta collegata alla Tangenziale». Il sindaco Pasquale Giacobbe sottolinea limpegno «a fare di Pozzuoli un attrattore culturale internazionale. Compito che vogliamo svolgere in pieno accordo con la Soprintendenza, la Provincia, la Regione». Il soprintendente archeologo di Napoli e Pompei, Pietro Giovanni Guzzo, insiste sulla natura del sito come «parte di un sistema anche produttivo, in cui lelemento archeologico deve necessariamente associarsi a quello paesaggistico e turistico». Costanza Gialanella, responsabile della Soprintendenza per i Campi Flegrei, annuncia lintenzione di utilizzare in futuro come infopoint e bookshop i locali dellantica masseria edificata sugli spalti. E ricorda che a ridosso dello stadio insiste una delle ville di Cicerone, «che dovrà essere anchessa, prima o poi, riportata alla luce». Lo stadio di Antonino Pio si potrà visitare fino al 16 novembre ogni sabato e ogni domenica, poi chiuderà per la pausa invernale. La visita guidata dura quaranta minuti: appuntamenti su prenotazione alle ore 10.45, 12.30, 13.30 e 15, in corrispondenza con le soste del Citysightseeing Bus, nellambito del progetto "Retour Campi Flegrei". Info 081 1930 5780. Limperatore Adriano morì a Baia nel 138 e fu sepolto nellarea flegrea. Il suo successore Antonino Pio ne fece poi traslare i resti nel mausoleo Adriano a Roma, attuale Castel SantAngelo. Sul luogo della prima sepoltura Antonino costruì lo stadio e vi istituì gli Eusebeia, giochi di tipo olimpico. Limpianto fu attivo fino al quarto secolo e venne poi destinato ad altri usi. Nel 1538 fu interrato dalleruzione del Monte Nuovo e nel 1932 venne smembrato dal nuovo tracciato della Domiziana (lantico corrisponde allattuale via Luciano).