Terminati intanto i lavori di consolidamento della chiesa Il sogno è far suonare ancora le campane colpite da un fulmine Se vi recate nella parte storica della città, alla chiesa del paese alto, e non trovate il Crocifisso, non spaventatevi: non sono passati dei ladri sacrileghi, anzi. Il Crocifisso è stato tolto per poterlo riportare all'antico splendore: un altro passo verso il recupero di quella testimonianza del passato rappresentata da Monsummano Alto. Un paese non particolarmente grande, ma abbastanza vasto da creare problemi per la conservazione di quanto rimane, come le porte, le mura e altre vestigia antiche. Molto si è fatto, ma molto resta anche da fare. In particolare su uno dei pochi edifici rimasti dell'antico insediamento, la chiesa, oggetto negli ultimi anni di un grosso lavoro di consolidamento contro gli effetti dello scorrere del tempo. In questi ultimi anni sono stati eseguiti dal Comune i restauri alla torre e a una parte delle mura adiacenti, e qui sono stati anche posizionati degli efficaci tabelloni descrittivi. Inoltre sono stati eseguiti anche degli scavi archeologici dietro la Chiesa, per mettere in luce il primo insediamento urbano. Un certo ordine viene tenuto anche dall'affittuario della Foresteria, che garantisce anche una presenza preziosa per evitare il completo abbandono. Ultimamente la parrocchia è intervenuta d'urgenza per il restauro del tetto della chiesa, risalente all'anno mille (e che, nonostante qualche intervento nei secoli, ha mantenuto l'aspetto originario). Il tetto presentava molte infiltrazioni di pioggia che, oltre al disagio dei fedeli, hanno provocato il degrado dell'ossatura lignea a vista, costituita dalle capriate e dalla travatura secondaria. L'urgenza è stata determinata dalle gravi lesioni notate sulla testa di una capriata, ma una volta partito il sopralluogo si è notato che quasi tutte le capriate erano estremamente indebolite, e anche se all'aspetto potevano sembrare solide, presentavano il pericolo di caduta. L'intervento, concordato con la Soprintendenza ai Beni Culturali di Firenze, è stato quindi radicale. Secondo le indicazioni attuali, che prevedono di conservare tutto il possibile delle vecchie strutture, si è provveduto a porre alla testa di ogni capriata una struttura in acciaio che facesse presa sulla parte buona del legno. Nel ripristinare la muratura si è provveduto a lasciare un'aerazione intorno alla testa della capriata stessa, per evitare il contatto con l'umidità. Si è dovuto provvedere anche alla sostituzione totale un grosso trave chiamato "puntone" che anni fa era stato lesionato da un fulmine. È stata poi sostituita una trave orizzontale, chiamata catena, che, consumata dalla umidità, non arrivava più da un lato all'altro. La copertura è stata fatta con le mezzane ricuperate e altre acquistate, ma sempre di provenienza antica. Così anche il manto è stato fatto con embrici e tegole vecchi, recuperando e acquistando quanto necessario. Nella stessa occasione è stata data una pulita al bozzato interno di pietre, macchiato dalle molte infiltrazioni. Quest'intervento è costato 192.875 euro, ed è stato sostenuto da un contributo in parte della Diocesi, dal contributo della Conferenza Episcopale, attraverso l'otto per mille, e soprattutto dai fondi che vengono accantonati dai Comuni in base alle Legge Bucalossi, che consiste nel destinare il 9 degli oneri di urbanizzazione secondaria al restauro degli edifici di culto. Questo 9 viene assegnato ogni anno in base alla destinazione indicata dal vescovo, che valuta le necessità delle varie parrocchie. Alla Parrocchia della Fontenova è stato assegnato negli anni 2003 e 2004 per la copertura della Basilica e 2006 per Monsummano Alto. Contributi che diventano un beneficio per tutta la cittadinanza, per conservare far risplendere nella loro bellezza beni culturali e artistici che sono un bene di tutti e un vanto per la nostra città (e, da parte della parrocchia, arriva anche un ringraziamento all'Amministrazione Comunale di Monsummano per la sensibilità che ha sempre dimostrato). E tra gli interventi, va segnalato appunto quello sull'antico Crocifisso, del 14 secolo, che si trova in restauro alla ditta Piacenti di Prato, sotto il diretto controllo della Soprintendenza. Si tratta di un'opera di grande valore e lo studio per il restauro deve essere molto accurato per non perdere nulla del suo pregio. Da parte della parrocchia è partita la ricerca di un sostegno economico per questo restauro: «Abbiamo cercato il contributo di coloro che pensiamo siano particolarmente sensibili, e hanno anche una certa disponibilità, come istituti di credito e ditte locali. Al momento sono state poche le risposte, ma contiamo che altri manifestino concretamente il loro interessamento». Un'altra attesa è quella per il suono delle campane, ferme da quando un fulmine colpì il campanile. Il danno provocato dal fulmine fu riparato, ma non fu possibile consolidare l'intera struttura del campanile e delle travi di sostegno delle campane. «Non avendo i mezzi per un intervento radicale, contiamo che almeno al più presto le campane possano suonare da ferme, con appositi martelli - viene sottolineato dalla parrocchia - e vogliamo ringraziare anche il comitato di Monsummano Alto, che cura il buon funzionamento della chiesa, frequentata ogni domenica da un bel gruppo di fedeli e utilizzata molto spesso per i matrimoni»