Si matta ancora per scongiurare la chiusura della Galleria degli Uffizi la domenica pomeriggio. Eventualità che tutti dichiarano una «iattura» ma che, se non arrivano novità, si concretizzerà da domenica 12 ottobre. Quando si esaurirà la cifra destinata a pagare il personale che lavora i pomeriggi festivi. Oggi alle 12 i sindacati hanno in programma un incontro a Roma, nello sede del Ministero (lei beni culturali, con il direttore generale del personale Antonio Recchia. «Abbiamo esposto le nostre posizioni in un documento unitario - ci dice Enzo Feliciani, della Uil -. Chiediamo che le aperture istituzionali siano fatte, e fatte col personale istituzionale». Perché la storia è un po contorta. Infatti le casse del Polo non sono vuote, ma le somme disponibili non possono essere utilizzate a questo fine. «Mi posso solo augurare un esito positivo della vicenda», riflette il soprintendente del Poto Museale Fiorentino Cristina Acidini. «Aspetto di sapere che orientamento emerge sul fronte degli incontri. Compresi i miei col direttore generale. Sono in costante contatto con Roma». La soluzione auspicata dai sindacati punta ad ottenere lautorizzazione a spendere i fondi gla in dotazione al Polo. Ma cè unipotesi alternativa, che coinvolge un soggetto privato. La società Firenze Musei, che gestisce i servizi aggiuntivi (biglietterie, librerie, prenotazioni) dei musei afferenti al Polo, si è offerta di pagare gli straordinari al personale, col vincolo, come avviene per le esposizioni temporanee, di un 2wfl di personale proprio anziché di ruolo. E qui i sindacati non ci stanno. Il coinvolgimento di partners privati potrebbe però essere nel destino della Galleria, come si vocifera al ministero e negli ambienti sindacali. Se si concretizzeranno i progetti, a varie scadenze tirati fuori dal cassetto, di trasformare gli Uffizi in fondazione, sul modello del Museo Egizio di Torino. Vecchia ipotesi che piaceva al sindaco Domenici. Ma hai allora, pensava alle banche. Ora, con questi chiari di lana, i soldi, chi ce li metterebbe?