TRAMVIA i duelli non finiscono mai. E ora spunta anche un giallo. Ieri, con oltre una settimana di ritardo, pare sia finalmente arrivata lok di Bank of Scotland al finanziamento per il project delle linee 2 e 3. Latto era fissato per il 1 ottobre, ma la banca scozzese non ha firmato laggiornamento dellequilibrio economico e finanziario (varato a luglio dalla giunta) che assomma a 104 milioni di euro, a causa della grave crisi economica che sta dissestando i mercati e le borse di tutto il mondo. Poi, ieri, il ripensamento. Martedì a Firenze la firma. Se Bank of Scotland avesse deciso di non firmare il nuovo accordo le linee 2 e 3 avrebbero corso il rischio di nuovi ritardi o, peggio, potevano saltare insieme ai mutui americani. Ieri, intanto, è andata in onda una nuova querelle fra il governo e Palazzo Vecchio. Dopo lo scontro Domenici-Bondi, è toccato a un altro ministro toscano, Altero Matteoli, titolare delle infrastrutture e dei trasporti, sfidare il vicesindaco Giuseppe Matulli. Se Bondi e Domenici sulla tranivia si erano limitati a prendere in considerazione larea dei Duomo e in risposta a quel che si son detti non sincontreranno più per parlare di tramvia al tavolo tecnico, per Matteoli la tramvia al Duomo non si deve proprio fare. Ma anche quel che è già stato fatto, sulla linea 1, «è un vero e proprio scempio ambientale». Difficile r trovare un compromesso. «Il mio parere lho già espresso più volte - dice Matteoli -. Sono nettamente contrario alla tramvia». Ma il ministro non si ferma lì. E da Bruxelles fa sapere che sta parlando proprio della questione del tram fiorentino. «Ovvio che il mio parere non è vincolante: ovvero non condizionerà né scavalcherà in alcun modo la valutazione della commissione che si esprimerà in proposito con autorevolezza e autonomia di giudizio», tiene a precisare Matteoli per non dar luogo a equivoci. Quella commissione, a dire il vero, il parere sulle linee 2 e 3 della tramvia, doveva averlo già espresso da tempo. Prima dellestate. Poi tra uno slittamento e un altro, la decisione sarebbe dovuta arrivare a settembre. A voce, dice Matulli, i tecnici del ministero si sono già espressi chiaramente, «anche se manca il parere scritto, non vorranno mica rimangiarsi quanto detto?». E incredulo e innervosito il vicesindaco tira in ballo anche il federalismo: «In questo periodo che si fa un gran parlare di federalismo, sarebbe davvero assurdo se una decisione presa da unamministrazione locale venisse sconfessata dal governo centrale, non vi pare?». Intanto, commissione o no, Matteoli boccia il progetto su tutti i fronti e attacca la giunta fiorentina, responsabile dello «scempio ambientale» delle Cascine. «Una cementificazione selvaggia di un parco da tutelare - aggiunge -. Per non parlare dello schifo di Porta al Prato». Certo, non cè da interpretare il senso fra le righe. «Non vedo proprio come il ministro possa bocciare il progetto della tramvia in Duomo - torna allattacco Matulli con argomentazioni sempre più ficcanti -, visto che il tracciato ha ricevuto già il definitivo via libera, oltre che il relativo finanziamento». E ora viene il bello. Matulli avvisa che così facendo si potrebbe solo peggiorare. «Se il ministero non approverà il progetto revisionato, sarà realizzata la prima versione, quella che prevede i pali per lelettrificazione e i fili anche in piazza Duomo». «Il progetto delle linee 2 e 3 con i tracciati e i relativi finanziamenti sono già stati approvati - spiega Matulli -. Il percorso nel centro storico è quello e non cè modo di cambiarlo perché il progetto revisionato, adesso in attesa del via libera del comitato tecnico del ministero delle infrastrutture, non rimette in discussione il tracciato». E sulla possibilità concreta di blocco del progetto il vicesindaco è chiaro: «Mi sembra una possibilità remota. Quel tracciato è già stato approvato e finanziato da governi di diversi schieramenti, e confermato da Berlusconi nellaccordo Stato-Regione del 2003. Accordo che, tra laltro, confermava i finanziamenti per le linee 2 e 3 e prometteva i fondi per i prolungamenti». Il vicesindaco spiega che dopo lapprovazione dei progetto definitivo fu fatta la gara per lindividuazione del soggetto che avrebbe realizzato lopera e gestito poi la rete con lo strumento del Project financing. Per contratto era previsto che il progetto potesse essere rivisto. «Cosa che è avvenuta - precisa Matulli - con modifiche proposte sia dal concessionario sia dallamministrazione. E questo progetto revisionato, ma che non rimette in discussione il tracciato in zona Duomo, che da giugno è in attesa del parere del comitato tecnico del ministero. A questo punto manca soltanto la convocazione della seduta in cui il comitato possa esprimere formalmente il parere».