Oggi conferenza di servizi tra Regione e Soprintendenza Oggi verranno ridiscussi i vincoli imposti dalla Soprintendenza dopo l'aggiudicazione della gara che di fatto vietano la realizzazione del progetto. All'incontro non parteciperà la società vincitrice. Sembrava tutto troppo bello. Riunioni, idee imprenditoriali, Regione per una volta veloce nell'aggiudicare la gara e un'impresa disposta ad accollarsi un progetto di mezzo secolo per realizzare un centro benessere che vale 20 milioni di euro. Avevano anche fissato i tempi: inizio lavori ad autunno del 2007 e apertura delle vasche per la talassoterapia nello stesso periodo di due anni dopo. Invece no. L'ex ospedale Marino continua a fare la sua brutta figura di rudere affacciato sulla spiaggia del Poetto. Una serie di vincoli, imposti dalla Soprintendenza dopo l'aggiudicazione della gara, stravolgono il progetto presentato dall'associazione temporanea di imprese composta dalla SaGo (di Angelo Cerina e Sergio Porcedda, proprietario dello stabilimento balneare Il Lido), la San Maurizio (un centro benessere piemontese) e il Policlinico città di Quartu. Oggi è in programma l'ennesima conferenza di servizi per cercare una via d'uscita. Regione e Soprintendenza ci saranno, non la SaGo «per precedenti improrogabili impegni». I problemi non sono finiti: il Demanio reclama le cubature dell'ex pronto soccorso (che il progetto prevede di demolire): di eventuali permute si parlerà domani in un altro incontro. LE RIPICCHE All'origine delle limitazioni i rapporti tesi tra i vertici dell'assessorato agli Enti locali finanze e urbanistica (banditore dell'appalto) e l'allora soprintendente Paolo Scarpellini che, in modo esplicito, accusava la Regione di non aver coinvolto il suo ufficio nello studio delle idee e dei progetti sul recupero dell'edificio. Un'esclusione non gradita da Scarpellini, tanto che, in un incontro convocato in fretta e furia dalla Regione dopo la pubblicazione del decreto di tutela, fa scrivere a verbale che «sarebbe stato auspicabile prima della emanazione del bando procedere ad attuare una verifica preventiva del bene in ordine all'interesse culturale e concordare preventivamente con la Direzione regionale del ministero per i Beni e le attività culturali i contenuti del bando stesso per quanto di sua competenza». Così dal 19 luglio 2007 l'ex ospedale Marino è un bene di interesse culturale artistico. Per la Soprintendenza la Colonia Dux realizzata dall'architetto Ubaldo Badas durante il fascismo è un esempio di razionalismo e non va toccata. Vietato modificare la posizione di pilastri, muri, solai. Per la SaGo i vincoli sono un fulmine a ciel sereno che stravolgono il progetto della beauty farm . «Possiamo ragionare sulle varianti esterne, ma non siamo disposti a modificare il progetto interno», afferma Angelo Cerina, titolare della società. «Ogni mattonella è collegata a un piano economico». LA REGIONE Per Giovanni Pilia, direttore del Servizio demanio e patrimonio dell'assessorato di viale Trieste, l'ex Marino è diventata una grana da risolvere a tutti i costi. Il 3 settembre scende in campo anche Renato Soru, che si impegna a trovare locali da cedere al Demanio in cambio dell'ex pronto soccorso e invita la Soprintendenza ad ammorbidire i vincoli. Il nuovo soprintendente Gabriele Tola cerca soluzioni, ma non può certo considerare carta straccia il decreto firmato da Scarpellini. Ma sino a ora niente di nuovo sulla spiaggia del Poetto. I rappresentanti del ministero per i Beni culturali dichiarano «massima disponibilità e collaborazione per risolvere la vicenda» e chiedono di incontrare i progettisti della SaGo per eventuali varianti. Difficili da trovare: su pilastri e solai da via Cesare Battisti fanno sapere che lo spostamento è quantomeno complicato. Il vero problema è legato al pian terreno, un tempo piano pilotis e successivamente chiuso (forse abusivamente), che è alto 2,40 metri: ma per ottenere l'abitabilità è necessaria una quota di almeno 2,70 metri. Oggi è in programma un vertice tra Regione, Soprintendenza e società vincitrice, che però dichiara forfait: la convocazione è arrivata il 26 settembre, quando i responsabili avevano già assunto impegni. ATTENZIONE ALLE IRREGOLARITÀ I legali che curano gli interessi della SaGo intimano l'altolà: la conferenza di servizi non è uno strumento per aggiustare i progetti. Stravolgere le regole, oltretutto, darebbe la possibilità agli altri partecipanti alla gara di ricorrere alla magistratura. Che non farebbe male a ficcarci il naso: i cagliaritani non meritano quello sfregio sulla spiaggia.