Ercolano. Una grande mostra dedicata alle straordinarie sculture portate alla luce da quel miracolo archeologico che è l'antica Ercolano. L'evento riaccende i riflettori sul patrimonio storico e archeologico dell'area vesuviana, alla ribalta in questi giorni anche per la vendita di Villa d'Elboeuf a Portici. Dal prossimo 16 ottobre il Museo Archeologico Nazionale di Napoli ospita per la prima volta quasi tutte le opere della grande statuaria restituite dalla città, che appartengono a stagioni diverse della storia degli scavi. Il percorso della mostra, che comprende oltre 150 opere, è articolato in sezioni definite da uno scenografico gioco di luci, che simboleggia la distanza tra la vita immortale degli dei e la caducità della vita umana. Per l'occasione si esporrà anche una ridotta ma significativa selezione di tessuti provenienti da Ercolano e da Pompei, che fanno parte di una raccolta del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, rimasta ad oggi sconosciuta al grande pubblico: la più grande collezione del mondo romano, costituita da 180 reperti tessili. Accanto a sacchi, sacchetti e piccoli borsellini, sono conservati pezzi in tela di cui sembra lecita l'attribuzione a tuniche e mantelli. L'iniziativa è promossa dal ministero per i Beni e le Attività Culturali, dalla Regione Campania e dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei e testimonia il grande interesse che torna a manifestarsi intorno ai tesori della storia e dell'architettura vesuviana in un momento in cui si infiamma il dibattito sulla conservazione del patrimonio. Negli ultimi giorni la notizia della trasformazione in appartamenti di lusso per la dimora del principe d'Elboeuf, al Granatello di Portici, e le voci sulla possibile vendita di villa Lauro Lancillotti, al corso Garibaldi, riportano all'attualità i problemi di conservazione di uno straordinario patrimonio artistico che non ha eguali al mondo. I segnali d'allarme lanciati dall'Ente per Le Ville Vesuviane, dai sindaci del Miglio d'Oro, dalla Tess, la dicono lunga sui timori per la svendita di una serie di tesori che potrebbero essere sottratti per sempre al grande pubblico, travolti dalla speculazione e da interessi lontani anni luce dall'amore per l'arte. Una proposta operativa per uscire dall'impasse viene da Leopoldo Spedaliere, amministratore delegato di Tess, agenzia di sviluppo: «È chiaro che è compito dello Stato, del pubblico, intervenire per evitare che questi patrimoni vadano dispersi, anche perché, fortunatamente, la legge garantisce allo Stato un diritto di prelazione quando questi immobili vengono immessi sul mercato». Il problema sta proprio qui: da un lato la volontà condivisa di non disperdere il patrimonio, dall'altro le finanze pubbliche che non sempre consentono investimenti del genere. Di qui la proposta di Spedaliere: «L'Ente per le Ville Vesuviane nasce proprio con lo scopo di badare alla salvaguardia di questi beni, chiedo al commissario straordinario dell'Ente, Arnaldo Sciarelli, di farsi promotore di un tavolo di concertazione con i sindaci, la Tess, la Provincia e la Regione, coinvolgendo anche il Governo nella stesura di un piano e nella ricerca delle relative risorse per esercitare questo diritto di prelazione laddove si rendesse necessario per evitare speculazioni sul nostro patrimonio». Il riferimento è ancora una volta a Villa d'Elboeuf, dimora storica che potrebbe diventare un condominio: «Come è possibile immaginare che un palazzo come quello - conclude Spedaliere - possa un giorno ospitare un condominio», Il dibattito resta, dunque, aperto.
CAMPANIA - statue di Ercolano in vetrina all'Archeologico in esposizione anche tessuti di duemila anni fa
Dal 16 ottobre il Museo Archeologico Nazionale di Napoli ospiterà una grande mostra sulle sculture di Ercolano. La mostra, che comprende oltre 150 opere, sarà articolata in sezioni definite da uno scenografico gioco di luci. Saranno esposte anche tessuti provenienti da Ercolano e da Pompei, tra cui sacchi, sacchetti e piccoli borsellini, nonché pezzi in tela che potrebbero essere attribuiti a tuniche e mantelli. L'iniziativa è promossa dal ministero per i Beni e le Attività Culturali, dalla Regione Campania e dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei.
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