Per il Forum delle Culture che si terrà a Napoli nel 2013 cinque anni sono una bazzecola, passano in fretta. Così già si rischia di pagare un caro prezzo per il ritardo che si sta accumulando. Mentre la politica fa pressing su Gianni Letta per scegliere rapidamente il commissario di nomina governativa (tra i papabili lo storico Giuseppe Galasso e i funzionari dei Beni Culturali Salvatore Nastasi, oggi commissario del teatro San Carlo, e Roberto Cecchi, incaricato di seguire i lavori del metrò di Napoli e Roma), gli intellettuali napoletani si interrogano e incalzano per scelte all'altezza di un evento planetario complesso. Un manager? Un intellettuale? Chiunque sia, dovrà avere la capacità di decidere. «E fare tutto il contrario di quanto ho visto finora» commenta Mirella Barracco, fondatrice di Napoli Novantanove. «Servono opere sostanziali. A Barcellona per esempio hanno utilizzato l'occasione del Forum per completare molte opere pubbliche, a cominciare dal sistema di depurazione». E il commissario? «Occorre una persona con grandi capacità di mediazione tra governo e Comune, ma che sappia anche decidere, che abbia doti manageriali e conosca la città». Quasi nessuno si sbilancia sui nomi. Anche se quello dello storico Giuseppe Galasso sembra mettere d'accordo un po' tutti. Il direttore del Cervantes, Vicente Quirante Rives, spagnolo che conosce la macchina del Forum, lo vedrebbe benissimo affiancato dall'assessore Oddati, l'unico, a suo parere, che, avendolo voluto fortemente, conosce l'evento che porterà l'immagine di Napoli nel mondo. «È giusto e positivo che il governo, che stanzia ingenti fonti, voglia un proprio commissario» spiega Quirante Rives. «Deve tutelarsi, ma il commissario avrà un ruolo amministrativo. La città decida il resto. Ma si sta perdendo tempo prezioso nelle solite sceneggiate. Il Forum è la più grande manifestazione che la città avrà a disposizione nei prossimi anni». Sulla stessa linea d'onda Luciano Stella, presidente della Film Commission campana: «Per un'occasione così importante è necessario coordinare tutte le forze. Unirsi, non spaccarsi. Un commissario che gestisca i soldi è indispensabile, ma la direzione artistica, la decisione dei contenuti, non può che essere affidata a forze cittadine. Così si darebbe alla classe politica locale la possibilità di mostrare la propria etica». «Serve una testa che conosca quanto si produce in tutto il mondo» aggiunge l'architetto Nicola Pagliara «ma che abbia presente la grande tradizione napoletana, per evitare che si trasformi tutto in una Piedigrotta». Una sola persona al comando? «Sì, ma che sappia decidere con calma e che si faccia affiancare, per ogni settore del Forum, da specialisti». Il sovrintendente al Polo museale, Nicola Spinosa, è tranchant come sempre: «Commissarierei tutta la città non solo il Forum, il San Carlo o Pompei». All'edizione messicana di Monterrey, Spinosa ha mandato la mostra sul vedutismo. Ma qui il suo contributo sembra non interessare nessuno: «Non ho ricevuto chiamate, ma leggendo i giornali più che un Forum mi sembra un gran casino». E preferisce fermarsi qui.
CAMPANIA - Forum, il mondo della cultura Un commissario che decida
Il Forum delle Culture di Napoli si terrà nel 2013 e la scelta del commissario governativo è in ritardo. Gli intellettuali napoletani si interrogano sulla scelta di un manager o di un intellettuale. Mirella Barracco, fondatrice di Napoli Novantanove, suggerisce di scegliere una persona con grandi capacità di mediazione e decisione. Vicente Quirante Rives, direttore del Cervantes, e Luciano Stella, presidente della Film Commission campana, sostengono l'idea di un commissario che gestisca i soldi, ma anche una direzione artistica affidata a forze cittadine. Nicola Pagliara, architetto, suggerisce di scegliere una persona che conosca la tradizione napoletana e possa decidere con calma.
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