IL ministro alle infrastrutture Matteoli precisa: «Riconfermo la mia contrarietà politica al tracciato della linea 2 della tramvia al Duomo. Lho sempre detto. Ma la commissione tecnica in via di formazione presso il mio ministero dovrà pronunziarsi esclusivamente sullaspetto tecnologico dellopera e non può assolutamente essere condizionata dal mio parere». Matteoli mette così fine al terremoto suscitato dalle sue parole riportate ieri dal «Giornale». Niente stop dittatoriale al tram, niente no della commissione dettato dal ministro. «Sono stato male interpretato». Solo a tarda sera, ieri quando Matteoli riesce a essere raggiunto per telefono in mezzo a una lunga serie di riunioni in Lussemburgo, comincia sbollire la tensione che aveva fatto alzare la febbre pre elettorale sulla tramvia. Con il ministro ai beni culturali Bondi che si dichiara disposto a discutere di tramvia solo se non passerà dal Duomo, e il sindaco Domenici che risponde definendolo strumento terrorizzato del sottosegretario alla presidenza del consiglio Bonaiuti. Daltra parte nel corso della giornata il vice sindaco Matulli e factotum della tramvia aveva chiarito le cose: «Matteoli non bloccherà niente perché di parere tecnico e non politico si tratta e noi sappiamo che i tecnici sono favorevoli, perché un ministro non può venire a dire a unamministrazione da quale strada far passare il suo servizio pubblico non solo alla faccia del tanto sbandierato federalismo ma della vecchia Costituzione e perché bocciando il progetto revisionato ci riporterebbe al progetto originario, ai tempi approvato dal suo stesso Matteoli: "No al passaggio al Duomo, ma non dipende da me" Matulli: "Non credo che il ministro mescoli pareri politici e tecnici" TRoppo grossa era sembrata a Matulli lesternazione anti tramvia di Matteoli dopo che il 12 febbraio del 2007 il comitato di settore del ministero dei beni culturali aveva approvato il passaggio dal Duomo. Tanto è vero che prima di sapere cosa il ministro avrebbe detto in serata aveva protestato: «Non ci credo. Non credo che Matteoli possa mescolare così pareri politici e tecnici. E una persona onesta e se vuole condurre la battaglia a favore del centro destra a Firenze sono sicuro che lo farà aiutando i suoi qui direttamente». Adesso la scommessa è rimandata alla commissione del ministero alle infrastrutture, la cosiddetta ex 1042 che deve approvare i finanziamenti statali ai progetti di trasporto pubblico secondo la legge 211 del 1992. Tra questi, la tramvia fiorentina al cui complesso, linee 1, 2 e 3, era già stato approvato che lo Stato contribuisse per il 60. Anzi, lultima tranche del finanziamento era stata firmata, sottolinea Matulli, dallo stesso Berlusconi il 18 aprile 2003. In quellapprovazione era compreso anche il tracciato della linea 2 (Peretola-piazza della Libertà via centro). Di più: cera la firma del presidente del consiglio di un governo che, in odore di elezioni a Firenze, sembra voler caldeggiare lannosa battaglia del centro destra locale contro il tram. Il sì, allora, era stato dato addirittura al progetto originario che, al contrario dellattuale, prevedeva pali e fili per lalimentazione elettrica nel tratto dietro al Battistero dove il tram sostituirà gli oltre 2.000 bus al giorno di oggi. Cosa è accaduto dopo? In base a quellapprovazione il Comune ha fatto la gara per le linee 2 e 3 e la società vincitrice, la Tram di Firenze, e il Comune insieme hanno deciso alcune varianti migliorative del progetto iniziale. La principale è quella richiesta dal comitato di settore dei beni culturali: niente pali al Duomo né cordoli, conservazione dei marciapiedi e area pedonalizzata. Ne è derivato il progetto definitivo revisionato, con tram a batteria vicino al Duomo, che dallinizio dellanno è al ministero e che la commissione tecnica da mesi deve approvare. Potrebbe Matteoli fermare il tram? In teoria sì. Basta che la commissione dica no. Difficile per Firenze anche realizzare il primo progetto con i pali al Duomo, ancorchè approvato, dopo che il comitato di settore ha comandato: levate quei pali. «E vero - ammette Matulli - Ma la contraddizione non sarebbe nostra, sarebbe dello Stato». Comunque è Matteoli stesso che riconosce limpossibilità di condizionare con un parere politico un parere tecnico. Con buona pace dei nemici del «treno», come chiamano il tram, il capogruppo Udc e il consigliere di An in Palazzo Vecchio, Razzanelli e Jacopo Cellai che si erano entusiasmati per lo stop del ministro. La riprova è rimandata alla riunione della commissione tecnica data per prossima anche se il ministro rivela che, dopo le elezioni, è ancora da formare.
TOSCANA - FIRENZE: Matteoli "Decidano i tecnici sul tram al Duomo"
Il ministro alle infrastrutture Matteoli ha dichiarato di non voler condizionare la commissione tecnica con il suo parere politico sul progetto della linea 2 della tramvia al Duomo. La commissione tecnica dovrà pronunziarsi sullaspetto tecnologico dellopera e non può essere condizionata dal parere del ministro. Il ministro aveva suscitato tensione con le sue parole riportate dal Giornale, in cui aveva espresso la sua contrarietà politica al tracciato della linea 2. Tuttavia, Matteoli ha chiarito che la commissione tecnica dovrà pronunziarsi esclusivamente sullaspetto tecnologico e non può essere condizionata dal suo parere.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo