LIVORNO. «A noi non è ancora giunta alcuna comunicazione sull'avvenuto trasferimento di proprietà, ma crediamo che salvare Villa Byron non sia poi impossibile». L'architetto Mario Ferretti, che nella squadra di vertice della Sovrintendenza di Pisa segue assai da vicino le questioni livornesi, premette che non è ancora giunto il tempo di esaminare progetti e di esprimersi su ipotesi di frazionamento del complesso. Che, se ci saranno, dovranno essere presentate ufficialmente. Un elemento, però, secondo Ferretti è chiaro: che l'edificio principale è difficilmente divisibile. Anche se il Piano regolatore lo consente. «Dal punto di vista urbanistico - dice l'architetto della Sovrintendenza - determinate operazioni potranno anche essere possibili. Non voglio anticipare niente, ma credo che dal punto di vista monumentale lo sarebbero molto meno. In quella zona il frazionamento esiste da anni: i volumi laterali sono già divisi. E forse anche noi, in passato, abbiamo acconsentito a queste modifiche. Ma per l'edificio centrale il discorso è diverso». L'iter di un possibile progetto di frazionamento in appartamenti della villa dovrebbe partire da un progetto accuratissimo, comprendente uno studio sulla qualità degli elementi di carattere storico. I proprietari sarebbero chiamati a presentarlo al Comune, dove passerebbe al vaglio della Commissione edilizia integrata, e anche a chiedere un parere specifico alla Sovrintendenza. Resta in piedi, naturalmente, la possibilità per le istituzioni di entrare in possesso del bene. «A parte gli aspetti di carattere finanziario - puntualizza Ferretti - il problema riguarda anche l'eventuale destinazione di questo complesso. Mettiamo pure che noi, oppure la struttura regionale, avessimo la disponibilità di questi soldi. Ma poi che cosa faremmo di questa villa?». Diverso, ovviamente, è l'ipotesi di un progetto studiato dalle amministrazioni locali, e magari finanziato da soggetti attivi nel campo della cultura, o da istituti di credito disposti a sborsare un po' di soldi per realizzare un intervento a sfondo storico-culturale. In quel caso, la valorizzazione della villa andrebbe di pari passo col suo acquisto. «Sarebbe possibile - conclude Ferretti - acquisire il bene o anche una sua sola parte, quella ritenuta di maggiore interesse, sempre che la procedura esecutiva messa in atto dal tribunale lo consenta. Le possibilità per salvare Villa Byron, insomma, ci sono».
LIVORNO - Salvare Villa Byron è possibile
Il complesso di Villa Byron a Livorno è ancora in discussione per il suo futuro. L'architetto Mario Ferretti, che segue le questioni locali, ritiene che salvare l'edificio principale sia difficile, ma non impossibile. Il Piano regolatore consente il frazionamento del complesso, ma Ferretti sostiene che l'edificio centrale è difficile da dividere. Per un progetto di frazionamento, sarebbe necessario uno studio accurato sulla qualità degli elementi storici e un parere della Sovrintendenza. La possibilità di acquistare il bene o una sua parte esiste, ma dipende dalla procedura esecutiva del tribunale.
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