In Sardegna il dibattito sul "federalismo", nel 60 anniversario dello Statuto di Autonomia, presenta una peculiarità che ruota intorno ad una questione cruciale: il nesso tra Autonomia Speciale, federalismo fiscale e nuovo Statuto. Preliminare nell'affrontare questa questione appare la necessità di ripensare e di attualizzare il significato politico e culturale di alcuni concetti chiave che hanno popolato il nostro '900: autonomia, identità, specialità. Autonomia: nel corso del secolo scorso è prevalsa una concezione economicistica, una rivendicazione economico-sociale finalizzata a colmare una arretratezza atavica. Oggi non si tratta di colmare un divario "generalizzato" né solo "quantitativo", semmai bisogna colmare un divario che è "qualitativo". L' obiettivo deve essere quello di accrescere il nostro livello di competitività, soprattutto per quanto riguarda le infrastrutture immateriali: conoscenza, innovazione, scolarità, capitale umano innovativo. Una nuova Autonomia che ci consenta di raccogliere e vincere la sfida della competitività in Europa. Identità: non può essere intesa come un riparo dalla modernità né un' avvincente contemplazione di noi stessi. In una economia globalizzata, in "un mondo piatto" che annulla qualsiasi differenza, decisivo sarà il valore delle diversità: il valore della propria storia, dell'ambiente, delle tradizioni, della lingua. Oggi Identità deve voler dire valorizzazione delle diversità. Specialità: nel secolo scorso trovava le sue ragioni "nelle condizioni di sfavore delle regioni di confine ed insulari". Oggi questo concetto deve essere ripensato per almeno due ordini di motivi: alcune delle regioni di confine, pur permanendo le questioni linguistiche e culturali, sono tra le più sviluppate del nostro Paese; l'insularità non può essere vista come uno svantaggio ma come una opportunità da cogliere. Una moderna "specialità" deve fondarsi su almeno tre elementi: speciali obblighi per lo Stato e per l'Unione europea; maggiori poteri, qualcuno direbbe più sovranità, nuove responsabilità; la specialità deve continuare a fondarsi su un "patto costituzionale" tra Regione e Stato. Ampliare i poteri, la sovranità, della Regione specie dove più invasiva ed invadente resta l'azione delle Stato: servitù militari, gestione del patrimonio archeologico e culturale (il caso Tuvixeddu è emblematico), tutela delle coste e del paesaggio, parchi e riserve marine, collegamenti aerei e marittimi. Ma una nuova specialità vuol dire anche assunzione di nuove responsabilità: regionalizzazione del reddito di impresa prodotto in Sardegna, compartecipazione a tutti i redditi prodotti nella nostra regione; fiscalità di vantaggio o di sviluppo: recenti sentenze della Corte di giustizia europea hanno riconosciuto il diritto ad adottare una fiscalità differenziata; autonomia impositiva, una possibilità resa concreta dalla recente sentenza della Corte Costituzionale sulle cosiddette "tasse sul lusso". Ed allora quale è il modello di Federalismo a cui guardare: una Repubblica unitaria ma plurale, nella quale i poteri vengono devoluti in rapporto alle competenze attribuite, dove il federalismo fiscale non è un modello ideologico ma una cultura di riferimento che affonda le sue radici nella Costituzione. Un federalismo fiscale dove il "principio di uguaglianza" oltre a rappresentare un diritto fondamentale del cittadino, costituisca un principio cardine dell'articolazione autonomistica dello Stato. Un federalismo fiscale solidale, non egoistico, dove la ripartizione delle risorse non nasca solo dal gettito dei tributi raccolti in ciascuna regione, ma dalla ripartizione delle funzioni trasferite, dal costo e dalla qualità dei servizi da erogare ai cittadini a partire dai livelli essenziali delle prestazioni. Sono queste le questioni nuove che dobbiamo affrontare nel riscrivere il nuovo Statuto di Autonomia, il nuovo patto costituzionale con lo Stato. Senza per questo dimenticare la nostra storia, la nostra identità, la ricca elaborazione prodotta dai padri della nostra Autonomia nel secolo scorso. Theodor Adorno direbbe che "non si tratta di conservare il passato ma di realizzare le sue speranze". Assessore regionale alle Riforme
SARDEGNA - Dal federalismo nasca una Repubblica unitaria ma plurale
In Sardegna, nel 60° anniversario dello Statuto di Autonomia, si discute del federalismo e delle sue implicazioni. L'autonomia speciale deve essere rinnovata per affrontare sfide economiche e sociali. L'identità regionale deve essere valorizzata, diversa e unica. La specialità regionale deve essere riconosciuta e valorizzata, con poteri e responsabilità nuove. Il modello di federalismo a cui guardare è un federalismo fiscale, solidale e non egoistico, dove la ripartizione delle risorse è basata sulla ripartizione delle funzioni trasferite e sul costo e sulla qualità dei servizi erogati ai cittadini.
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