Leggo sui giornali che le costruzioni fiorite di recente attorno a Lucca hanno superato di circa 30.000 mq le previsioni degli strumenti urbanistici. Per dir la verità, avevo notato qualcosa che non andava. Non sono una specialista di nulla, meno che mai di piani regolatori: però ci vedo. Vedo la bellezza della città di Lucca e dell'anello montuoso al cui centro giace. Vedo il primo cerchio di villette della circonvallazione, il cui valore estetico spazia dal garbato art déco alla bifamiliare squallida con torretta e giardinetto. Alcune, a modo loro, sono belle. Poi si va giù giù: carine, discrete, bruttine, bruttissime - ma insomma, ormai sono tutte assolte dal tempo e abbastanza accettabili. Se fosse necessario, per motivi di viabilità se ne potrebbero radere al suolo non poche, senza rimpianti; ma questo riguarda l'annosa storia della circonvallazione, che non è l'argomento di cui sto parlando. Quello che voglio considerare è la crescente bruttezza della pianura tra la circonvallazione e le colline, quel largo cerchio intermedio che sta scomparendo sotto una ininterrotta colata di cemento, costellata di cartelli "Vendesi". Forse quelle brutte costruzioni non sono inutili, oltre che brutte, e verranno vendute, prima o poi. Sarà vero che ci vogliono altre case per le famiglie, altri ospedali, altre scuole, altri alberghi, ma non è detto che ci sia un solo sistema per rispondere a queste esigenze. In venti brutti edifici a tre piani, circondati da venti malinconici giardinetti, ci stanno tanti locali quanti ne possono trovar posto in un moderno grattacielo di sessanta piani, immerso nel verde: perché non prenderlo in considerazione? Certo, un'impresa così rivoluzionaria deve passare attraverso regolari concorsi internazionali, che riguardano la scelta delle aree e i progetti architettonici: potrebbe vincerli uno che non è amico né parente di nessuno. Ma questo confido che non distoglierebbe gli amministratori dal prendere in considerazione una soluzione di questo genere, una volta che fosse stata accettata l'idea. Si obbietterà che l'edilizia in verticale non appartiene alla tradizione lucchese. Beh, neanche in Nordamerica, se è per quello, i grattacieli appartengono alla tradizione. In quelle terre per un bel pezzo c'erano solo tende e qualche sporadica grotta adattata ad abitazione; poi, all'arrivo dei coloni europei, vennero saloon e casette di legno, più tardi ville con porticati a imitazione delle case inglesi, grandiosi edifici pubblici in stile corinzio fasullo. Solo nel secolo scorso ci si è resi conto che, se anche lo spazio era immenso e la densità della popolazione incommensurabilmente più scarsa rispetto, per esempio, al nostro affollatissimo paese, erano in tanti a voler abitare nelle medesime aree. Così sono stati inventati i grattacieli, che consentono a bellissimi agglomerati urbani come Manhattan, un'isoletta che si attraversa a piedi, di ospitare una popolazione che è pari a tre o quattro volte quella di Roma senza rinunciare a strade larghe, marciapiedi larghissimi, a un grande parco, a numerosi parchi minori, ad ampi viali pedonali lungo il fiume. Quindi, direi, sarebbe il caso che anche nella nostra Italia superaffollata cominciassimo a fare un pensierino sullo sviluppo urbanistico in verticale. Ci sono, tuttavia, costruzioni che debbono per forza svilupparsi in orizzontale, come i campi sportivi. A questo proposito ho anche letto, ma spero che ci sia stata una smentita, che si progetta di farne a S. Donato uno nuovo, circondato da edifici destinati all'indotto - immagino alberghi, negozi, ristoranti. Pur nella già confessata mancanza di specializzazione in tema di piani regolatori, riguardo a quella zona sono empiricamente un'esperta, avendola attraversata ogni giorno in bicicletta per tutti gli anni delle scuole medie inferiori e del liceo. Si tratta di un piccolo rettangolo che senza forzare percorrevo diagonalmente in tre o quattro minuti. Aggiungo che questo stretto rettangolo è utilizzabile solo in parte, essendo tagliato A) dalla ferrovia, B) dall'autostrada nel suo punto di massimo delirio svincolistico e C) dal canale Ozzeri. Per costruirci tutta quella roba di cui si parla sarebbe necessario coprirne ogni centimetro, e non credo che basterebbe. Spero di aver capito male. Spero che, se a qualcuno l'idea è venuta, venga riconsiderata. Spero che, se si dovrà fare un nuovo stadio, si terrà presente che anche i cittadini di Capannori, Altopascio o altri Comuni sono tifosi della Lucchese. Che in quelle e in altre direzioni ci sono zone di confine pianeggianti, senza monumenti da tutelare, dove una cordata multi-comunale potrebbe progettare strutture utilizzabili dai lucchesi residenti in altri comuni o nelle province vicine, che volessero seguire la nostra squadra. Certo, loro sono governati da amministrazioni di segno diverso da quella cui è affidato il comune di Lucca, ma cosa importa. In certi casi bisogna sapersene infischiare delle divisioni lungo linee di confine territoriali; e più ancora delle divisioni lungo linee di confine politiche. Quando il buonsenso prevale gli elettori se ne accorgono e se ne ricordano.