La magistratura vuole effettuare accer tamenti sulla regolarità di alcune costruzioni individuaate dalla Digos anche con riprese filmate Verifiche sui provvedimenti di autorizzazione rilasciati per la zona della Selva Gli interrogatori Sanges nega i raid nelle sedi di An e Fi: "Lho detto solo per vantarmi" I magistrati vogliono effettuare accertamenti sulla regolarità delle costruzioni individuate dalle indagini della Digos anche attraverso riprese dallelicottero. Le verifiche riguarderanno le licenze e le altre autorizzazioni eventualmente rilasciate. Questo capitolo dellindagine ruota attorno alle attività ritenute riconducibili a Leopoldo Carandente, limprenditore (in passato indagato e poi prosciolto nellambito di indagini sul clan camorristico Varriale) che risulta attualmente irreperibile. Il punto di partenza è rappresentato dalla compravendita di un terreno da parte di Dario Di Vicino, ora in carcere, considerato il capo del gruppo ultrà Niss, con lintermediazione del consigliere comunale di An Marco Nonno e di Carandente. Un «interesse economico comune» che secondo laccusa ha indotto i protagonisti a fomentare la protesta di piazza se è vero, come argomenta il gip Luigi Giordano, che lapertura della discarica «oltre a determinare la viva opposizione degli occupanti delle abitazioni ubicate nelle immediate vicinanze della stessa, molte delle quali edificate abusivamente negli anni, inevitabilmente confliggeva con i rilevanti interessi illeciti degli speculatori edilizi». I pm allegano agli atti una telefonata del marzo scorso nella quale un professionista non indagato, parlando con Di Vicino (che sarà interrogato oggi dal giudice) lascia intendere che Nonno sarebbe stato in grado di intercedere presso uffici della Sovrintendenza per superare un ostacolo di carattere burocratico che impediva unattività edilizia: «Ha detto che ci passava lui, che conosceva, qualcuno della Sovrintendenza, aveva sto parere....un poco poco prima! Vabbene?», si legge nella trascrizione del colloquio, la cui consistenza dovrà naturalmente essere vagliata nel prosieguo delle indagini. Nel maggio scorso, un sopralluogo della Digos in uno dei fabbricati realizzati nellarea della "Selva", venne rinvenuto, oltre a ricevute riguardanti fatture di materiale edile intestate a Carandente, anche materiale elettorale di Nonno, elemento che a giudizio degli investigatori «conferma ulteriormente lo stretto legale esistente fra i due». Nonno, in carcere da lunedì con laccusa di devastazione, dovrebbe essere interrogato domani pomeriggio. Lavvocato Sergio Rastrelli, che lo assiste insieme a Giovanni Bellerè, dichiara: «Hanno voluto degradare il nostro assistito da rivoluzionario di piazza a speculatore immobiliare. Ma le sue attività imprenditoriali non hanno nulla a che fare con la protesta contro la discarica». Ieri sono iniziati gli interrogatori dei primi indagati. Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere i fratelli Ernesto e Fabio Proietti (difesi dallavvocato Giuseppe De Gregorio), considerati i capi ultrà delle Teste Matte. Ha risposto per due ore, alla presenza degli avvocati Anna Ziccardi e Dario Gagliano, Ciro Sanges, accusato di aver danneggiato le sedi di An e Forza Italia. Episodio che secondo laccusa Sanges avrebbe confermato durante una telefonata intercettata con lassessore, ora ai domiciliari Giorgio Nugnes (per il quale il gip ha rigettato la richiesta di ordinanza). «Lho detto solo per vantarmi - ha sostenuto Sanges - non ho mai commesso quel raid. Non sono un ultrà, non sono mai andato allo stadio, ho protestato contro la discarica ma insieme a donne e bambini, mai in maniera violenta».