Domenici polemico col ministro. E Verdini: il sindaco è un podestà tAVOLO sì, tavolo no: unaltra giornata di botta e risposta tra il Domenici e Bondi. Lunedì il ministro dei beni culturali annuncia che il «tavolo per Firenze» è inutile, visto che il sindaco non è disponibile a «mediazioni» sul passaggio della tramvia dal Duomo. «Bondi è una brava persona, ma non è un uomo libero», replica il sindaco dopo 24 ore. «Il ministro è tormentato dal sottosegretario Paolo Bonaiuti. È terrorizzato, sottoposto ad una vera e propria forma di vessazione psicologica da parte di Bonaiuti, che gli chiede di pronunciarsi sulla tramvia e che molti, anche nel governo, non vedono lora si candidi a sindaco di Firenze lasciando il ruolo di sottosegretario», dice Domenici attaccando frontalmente il governo, il ministro Bondi e quello che ritiene essere il suo «tormentatore», il sottosegretario Paolo Bonaiuti, a cui i vertici regionali di Forza Italia e An hanno chiesto di candidarsi a sindaco per il Pdl. In serata arriva la replica del ministro: «Per me il tavolo può continuare i suoi lavori, nonostante il dissenso sullattuale tracciato della tramvia. Se il sindaco cambierà idea, sappia che in qualunque momento si potrà riprendere il confronto anche sulla tramvia, ma il sindaco deve sapere che la mia posizione sulla questione non è cambiata e non cambierà». Controreplica anche Domenici: «Mi fa piacere, anche se il tavolo più che proseguire i lavori li deve iniziare». Morale: il tavolo probabilmente sarà convocato, ma è difficile che si parli di tramvia. «Le dichiarazioni del ministro Bondi sono gravi e sbagliate dal punto di vista dei rapporti istituzionali - dice il sindaco al mattino - se sulla tramvia non siamo daccordo, facciamo lo stesso il tavolo sugli altri temi concordati a luglio: la legge speciale, su cui credo si debba discutere, i finanziamenti speciali per il Maggio musicale, non confermati dal governo, il nuovo auditorium di Porta al Prato, i lavori agli Uffizi, il futuro dei beni culturali di proprietà dello stato». Sulla tramvia Domenici tiene a precisare: «Il ministro vuole cacciare il naso negli affari del Comune, imponendo una decisione da Roma ai limiti dellincostituzionalità, sovvertendo decisioni prese da anni anche con lavvallo del comitato tecnico scientifico del suo ministero, e Bondi lo sa. Cerca solo di fuggire: non vuole una mediazione, ma lo scontro». «Non è vero: io voglio trovare un accordo. Ma è stato Domenici a mettere in dubbio la possibilità di arrivarci», ribatte il ministro in serata. «Sarei disponibile a discutere sulle caratteristiche della tramvia e delle varie ipotesi di cui si è parlato - spiega Domenici - un percorso senza fili più lungo, il binario unico, i convogli più corti. Ipotesi che comporterebbero problemi sia economici che di sistema, ma di cui si può parlare. Evidentemente per il ministro mediazione significa che la tramvia non deve più passare dal centro». Poi Domenici si scaglia contro il presunto "sobillatore" di Bondi, Paolo Bonaiuti: «È testardo, insiste su questa storia della tramvia. Ma non ne ha titolo, in quanto sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Si candidi, e sarà legittimato politicamente e istituzionalmente». Il sindaco aggiunge una «cattiveria»: «Ho visto Bonaiuti alla partita Lazio Fiorentina: tutti sanno comè finita (3-0, ndr)». Sul referendum aggiunge: «Si continua a dire che è stato vinto dai contrari al tram, ma non è così: lhanno perso. Si tratta di minoranze che creano confusione e forse sono legate a qualche circoletto massonico». «Il sindaco parla ormai da podestà», osserva Denis Verdini, coordinatore nazionale Pdl. «Al sindaco ricordo che da tempo la città e il suo partito si interrogano sul suo equilibrio psicologico», aggiunge il coordinatore toscano Massimo Parisi. (e.f.)