Domani al ministero la firma del cronoprogramma Non sono chiari i tempi del porto canale e non è detto che verrà realizzato Per la rimozione della colmata ci siamo, per il porto canale tutto tace. È per domani che al ministero delle Attività produttive sono convocate le parti interessate al trasferimento dei fanghi da Bagnoli a Piombino, riunione dalla quale si uscirà con il cronoprogramma definitivo e con il via libero alla gara dappalto per il progetto preliminare. Il vertice napoletano di mercoledì scorso ha individuato gli ultimi nodi da sciogliere in seduta congiunta: Autorità portuale della città toscana e il commissariato di governo per lemergenza bonifiche ritengono di dover disporre di alcune deroghe, e le chiederanno al ministro. Napoli chiede decreti attuativi a garanzia dei tempi previsti per i flussi finanziari, Piombino si preoccupa del sistema di controlli e della gestione delle fasi di trasporto. Lì è già in corso un intervento di impermeabilizzazione di una vasca per un lotto da 550mila metri cubi: la consegna è fissata a febbraio. Un secondo lotto da 750mila metri cubi sarà disponibile a fine giugno 2009. Mentre Francesco Nerli (Autorità portuale Napoli) fa sapere di aver chiesto al ministero delle Infrastrutture lautorizzazione per mettere a disposizione un suo progetto definitivo: solleva perplessità sulla scadenza del commissariato a fine 2008 e suggerisce di chiedere gli stessi poteri assegnati al Comune di Napoli in materia di traffico. Mentre Comune e Bagnolifutura, a loro volta, chiederanno domani che i tempi siano ridotti. Non sono chiari, invece, i tempi per il progetto del porto canale. Perché non è ancora chiaro neppure se il porto canale mai ci sarà. La conferenza di servizi è bloccata da un anno, in attesa di un parere delle soprintendenze. La scorsa settimana sè tenuto un ulteriore sopralluogo a Bagnoli, il mese di ottobre viene indicato come quello buono perché giunga finalmente il sì o il no sulla realizzazione dellopera. Un parere che peserà sul valore dei suoli, unico patrimonio a disposizione di Bagnolifutura, la società di trasformazione urbana sottoposta a pressioni perché dia il via alla vendita allasta. Una linea «stigmatizzata» da sei consiglieri della commissione di vigilanza su Bagnolifutura (Franco e Mariano Malvano, Franco Verde, Antonio Fellico, Francesco Minisci, Salvatore Parisi), ricevuti ieri dal presidente Rocco Papa e dal direttore generale Mario Hubler: «Vendere ora sarebbe come dar vita a una nuova edizione di Mani sulla città». Avanzano perplessità pure sullipotesi di ampliare le cubature per le abitazioni e ridurre quelle per gli uffici, indicazione giunta pochi giorni fa dal vicesindaco Santangelo, ma che avrà bisogno di un passaggio in giunta per diventare operativa. Tra nuova edilizia e reinsediamenti, alle residenze saranno destinati 625mila metri cubi e non i 410mila previsti inizialmente. Gli alloggi per edilizia residenziale pubblica saliranno così da 1.300 a 2.000. Ma la commissione di Malvano chiede «un approfondimento, insieme con la commissione urbanistica».