POMPEI. IL COMMISSARIO RISPONDE ALLE CRITICHE DEL COMUNE Pompei. «È fatto obbligo al commissario Pompei di ripristinare l'aspetto civile e dignitoso dei luoghi che sono parte integrante del monumento Archeologico, il cui degrado esterno e interno ha provocato nella stampa nazionale ed estera rilievi che vanno ribaltati col più totale rispetto della legalità. Questo l'intento del governo che ha proceduto alla mia nomina». Ha i poteri e intende usarli come ha annunciato. Così il prefetto Renato Profili, che con una ordinanza nei giorni scorsi ha imposto lo sgombero dei banchetti mobili e dei venditori di souvenir nei pressi dell'ingresso di Villa dei Misteri, risponde agli attacchi arrivati dalle forze politiche comunali di Pompei contrarie allo spostamento delle bancarelle nelle immediate vicinanze degli Scavi. «La responsabile collaborazione del sindaco D'Alessio nel restituire a Pompei la dignità di monumento riconosciuto patrimonio universale, siamo sicuri ci permetterà di riordinare insieme con i servizi interni, anche la zona di stretta competenza demaniale. Il segno più immediato e tangibile della nostra disponibilità è in quel chilometro di illuminazione esterna attorno al monumento che con i nostri fondi il Comune ha potuto realizzare». Bocciate, insomma, le richieste di chi punta a salvare le attività degli ambulanti. Attività che danno da vivere, questo il dato che preoccupa di più, a 44 famiglie. «Anni o decenni di colpevole abuso su aree arbitrariamente utilizzate da singoli o da gruppi nulla tolgono alla legittimità dell'intervento del commissario delegato. Abbiamo ben presenti le situazioni di disagio collegate alla indifferibile regolamentazione di questa attività. Ma è fatto obbligo al commissario di ripristinare l'aspetto civile e dignitoso dei luoghi che sono parte integrante del monumento archeologico, il cui degrado esterno e interno ha provocato nella stampa nazionale ed estera rilievi che vanno ribaltati col più totale rispetto della legalità. Questo l'intento del Governo che ha proceduto alla mia nomina». In particolare, sulla natura del commercio ambulante richiamata dalle dichiarazioni di alcuni esponenti politici, il Commissario Profili nota che «la gestione di una bancarella riguarda l'esercizio di attività commerciali, non quelle millantate nel comunicato di alcune forze politiche, di servizio. Meno che mai tali attività vanno legate alla tradizione, a meno che non si voglia perpetuare nel terzo millennio una continua intollerabile e antigienica sagra folcloristica o piedigrottesca». Parole dure che non sembrano lasciare spazio a trattative o ripensamenti. «Non corre a me l'obbligo di ricordare che l'attività politica deve dare risposte concrete e responsabili ai profondi e avvertiti bisogni dei cittadini, ma le occasioni vanno create e cercate assai lontano dall'illusoria, precaria attività di una bancarella». Profili cita a esempio altre importanti mete turistiche. «A Roma, superando ogni pur dura contestazione, le bancarelle adiacenti le aree archeologiche sono ridotte ad appena quattro e tutte ben lontane dai monumenti. Così dicasi di Troia, Micene, Selinunte», spiega Profili «Il mio invito conclude il Profili - è quindi quello sereno del funzionario dello Stato disponibile a esaminare i problemi, ma convinto del compito che deve svolgere, nell'interesse di un monumento che deve riacquistare prestigio e decoro ambientale che le circostanze o il lassismo hanno inficiato».
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Il commissario Renato Profili di Pompei risponde alle critiche del Comune di Pompei, che ha richiesto lo spostamento delle bancarelle nei pressi dell'ingresso di Villa dei Misteri. Il commissario ha imposto lo sgombero dei banchetti mobili e dei venditori di souvenir, affermando che l'attività commerciale non è legata alla tradizione e che le bancarelle devono essere ridotte al minimo necessario. Il commissario cita esempi di altre mete turistiche, come Roma e Troia, che hanno ridotto le bancarelle adiacenti alle aree archeologiche. Il commissario è convinto del compito che deve svolgere per ripristinare l'aspetto civile e dignitoso del monumento archeologico.
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