Ferma, in attesa soprattutto delle risposte di Silvio Berlusconi alle richieste di An, la verifica potrà trovare un'accelerazione o, perlomeno, un'anticipata ripresa dei contatti in occasione, oggi, della messa per la morte della madre di Gianni Letta a cui interverranno tutti i leader della Cdl. Le aspettative rimangono comunque legate alla risposta del Cavaliere alle questioni che Finì e Follini hanno posto da tempo al centro della loro iniziativa per , riequilibrare i rapporti interni alla maggioranza. Se non la darà, dice un ministro di An che preferisce restare anonimo, «dovremo guardarci in faccia e decidere il da farsi, non escludendo nulla. Neppure l'appoggio esterno al governo». Nelle ultime ore Berlusconi avrebbe esploratela possibilità di chiudere la verifica «per parti separate», cioè lasciando aperto il contenzioso con la sola Udc, il partito che appare il meno docile tra tutti gli alleati. Ipotesi in breve accantonata per i troppi rischi di imboscate parlamentari da qui all'appuntamento con le europee. Il premier, invece, facendola sua parte nel pressing concentrico in atto nei confronti dell'Udc, e in particolare del suo segretario, ha offerto il ministero dei Beni culturali a Marco Pollini. Tutto da vedere se il leader centrista accetterà il ministero - peraltro a lui più gradito della Sanità che gli era già stata proposta - che gli consentirebbe di entrare nel Consiglio di gabinetto. Obiettivo per cui premono 5eiuriscom e ormai anche An. Ed è evidente che il desiderio di far presto con la vicenda della verifica aperta da otto mesi coinvolge oggi soprattutto il partito di Fini. Maurizio Gasparri ha ripetuto anche ieri che, se servisse a chiudere la partita, metterebbe a disposizione la sua poltrona di ministro delle Comunicazioni. Meno fiducioso di Gasparri su uno sbocco positivo, Francesco Storace chiede a Gianfranco Fini di prendere atto dell'impossibilità di chiudere in questo momento il travagliato capitolo della verifica e, quindi, «di fermarsi, finirla con le riunioni e rinviare tutto a dopo le europee. Non possiamo - conclude il governatore del Lazio - continuare con questo spettacolo». Da parte Udc si insiste ncll'af-fermare che la verifica va intesa come «un'occasione per il rilancio programmatico della Cdl» e che, al contrario, «scambiare tutto questo per una questione di potere e di poltrone è, da un lato offensivo, dall'altro assolutarnente sbagliato». A dirlo è il vicesegretario Sergio D'Antoni, rispondendo a quanti, tra gli alleati, «attaccano l'Udc o fanno finta di non capire il senso della sua azione politica». Tra questi si annovera senz'altro il numero due della Lega Roberto Calderoli che, prendendo spunto dall'invito ad abbassare il tasso di litigiosità contenuto in un'intervista di Pier Fcr-dinandoCasini, dice di «rimpiangere i tempi in cui lui e Buttigliene erano i segretari dei due partili centristi. Allora si poteva discutere con loro che parlavano chiaro. Invece oggi con Pollini il discorso è diverso. Per lui può valere il detto che non c'è peggior muto di chi non vuoi parlare. Non si capisce se il suo pensiero coincide con quello di chi nell'Udc pretende di portare a casa uno sproposito dì posti. Compreso un ministero per D'Antoniche nel 2001 era un avversario della Cdl, magari per lasciare se stesso nel ruolo di battitore libero. Ma "acca - conclude alla napoletana Calderoli -nisciuno è fesso"». Di fronte all'evidente'scollatura tra i partner della maggioranza, la proposta di Vittorio Tatarella, fratello dello scomparso ministro dell'armonia, ricordato oggi in un convegno a Bari: «In questo momento le forze del centrodestra potrebbero fare un grande omaggio a Pinuccio Tatarella ritrovando le ragioni dell'unità non a parole ma con i fatti».
Verifica, Berlusconi offre i Beni Culturali , pressing su Follini:
Il governo italiano è in attesa di una risposta da parte di Silvio Berlusconi alle richieste di An, il partito di Alunni Volontari, per risolvere la verifica aperta da otto mesi. La verifica riguarda la possibilità di riequilibrare i rapporti interni alla maggioranza. Berlusconi ha offerto il ministero dei Beni culturali a Marco Pollini, leader dell'Udc, che potrebbe accettare il ministero e entrare nel Consiglio di gabinetto. L'Udc insiste che la verifica sia un'occasione per il rilancio programmatico della Cdl, mentre la Lega critica l'Udc per scambiare la verifica con questioni di potere e poltrone.
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