Il Consiglio comunale non ha digerito la cementificazione, a Carpenedo, DI quella zona verde a ridosso di villa Matter. E gli è rimasta talmente sullo stomaco - sia alla maggioranza che all'opposizione - che i privati che hanno vinto al Tar e poi al Consiglio di Stato rischiano di avere tutti contro. Del resto che si tratti di pura e semplice speculazione edilizia - il terreno, stando al documento presentato dal consigliere comunale Franco Conte vale ora 5 milioni di euro ed è stato pagato anni fa qualche centinaio di milioni di lire - lo si sa da sempre visto che secondo il Piano regolatore lì dovevano al massimo crescere pannocchie e invece verranno su 20 ville. In una zona che anche la Soprintendenza ai beni ambientali - ha chiarito l'assessore all'Urbanistica, Gianfranco Vecchiato - sta pensando di vincolare. Ma quando si hanno gli amici giusti - ha detto il consigliere comunale Valerio Lastrucci - non ci sono norme che tengano. Esagera? Bè, vogliamo chiamarle, come hanno fatto i consiglieri comunali "singolarità"? Allora, la prima singolarità è che il Tar ha applicato una volta e una sola il principio per cui un Consiglio comunale che non si può riunire perchè ci sono le elezioni, è colpevole di non essersi riunito - ha spiegato l'assessore Vecchiato. Eppure la volontà del Consiglio comunale precedente era chiarissima visto che, prima di sciogliersi per la rielezione del sindaco, aveva autorizzato la costruzione al massimo di 2.100 metri quadrati in cambio della cessione al Comune di un'area pari a 76 mila metri quadrati su un totale di 84 mila. Adesso, dopo la sentenza del Tar, ne costruiscono 6.970 di metri quadrati cioè il triplo e cedono 33 mila metri quadrati cioè meno della metà. Ma è "singolare" anche un'altra cosa e cioè che il Tar si sia dimenticato del fatto che in Comune di Venezia ogni progetto deve andare in Commissione di salvaguardia. Insomma tutti sospettano. "A Venezia l'urbanistica la fanno gli avvocati" - dice il consigliere comunale Saverio Centenaro mentre Lastrucci traduce le "singolarità" dicendo che a Venezia basta avere gli amici giusti per ottenere quel che si vuole. E visto che c'è, Lastrucci chiede anche come mai la Procura della Repubblica non si muova ad aprire un'indagine. E siccome nessuno gliela vuol dare vinta ai privati - a proposito si può sapere di chi è quell'area? E l'oculista mestrino Giancarlo Caprioglio c'entra ancora o ha venduto la sua parte? E a chi? - il Consiglio comunale ha pronto un ordine del giorno che inviterà la Giunta ad approvare il più rapidamente possibile il Pat, lo strumento urbanistico che potrebbe dare del filo da torcere ai privati che vogliono costruire 20 ville in via del Tinto.Maurizio Dianese