Prolungamento della tangenziale: la Corte di Appello di Salerno "assolve" l'Amministrazione Provinciale che evita, così, di pagare alla Imprepar-Impregilo Partecipazioni SpA, vincitrice della gara di appalto, una rilevantissima somma (quattro milioni e mezzo di euro). L'importo era stato richiesto dalla Società per azioni, a titolo di risarcimento dei danni, per la mancata esecuzione dei lavori (67 miliardi di lire) previsti nel contratto stipulato nel lontano 1992. Si è concluso, quindi, con esito pienamente positivo, per la Provincia, il giudizio promosso nel 2003 davanti ai giudici di appello dalla SpA, subentrata alla nota impresa Cogefar-Impresit. La Società appellante aveva iniziato il processo per ottenere la condanna di Palazzo Sant'Agostino al pagamento del mastodontico ristoro per il mancato utile. Secondo la prospettazione della cordata di imprese ricorrente, la Provincia non avrebbe reso possibile l'esecuzione delle opere appaltate. Il contratto era stato stipulato, a seguito di pubblico incanto, per la realizzazione dei lavori (secondo lotto) della tangenziale che doveva collegare i comuni di Pontecagnano e Battipaglia. I lavori non iniziarono in quanto non furono ottenuti tutti i pareri dei vari enti pubblici coinvolti nel progetto (Stato, Regione, Soprintendenza ai Baas, Comuni). Al termine di un articolato iter processuale, la Corte di Appello ha rigettato l'appello proposto dall'Ati mandataria. Con la sentenza, la Corte di Appello ha accolto la domanda cosiddetta "riconvenzionale" spiegata dalla giunta provinciale guidata dal presidente Angelo Villani. La sentenza ha dichiarato legittima la risoluzione del contratto, dando ragione a Palazzo Sant'Agostino. Alla base del convincimento della Corte la circostanza che l'opera pubblica non é stata realizzata per la sopravvenuta impossibilità della prestazione dovuta a causa non imputabile alla stazione appaltante (la Provincia, appunto). In parole più semplici, nessuna colpa o addebito di sorta possono essere mossi alla Provincia in ordine alla mancata esecuzione dei lavori dati in appalto. «È senza dubbio un esito di grande rilievo per l'Ente, che - in una causa complessa e difficile - ha avuto il riconoscimento giudiziale della piena correttezza del suo operato» viene evidenziato nei corridoi di Palazzo Sant'Agostino. Anche in primo grado, il Tribunale aveva dato ragione all'Ente di via Roma. In entrambi i gradi del processo, la difesa della Provincia é stata sostenuta dall'avvocato Tino Iannuzzi e dal professor Pasquale Stanzione. Il pesantissimo risarcimento dei danni, in caso di accoglimento della domanda, avrebbe esposto l'Amministrazione Provinciale alla necessitata dichiarazione di dissesto finanziario, con gravi ripercussioni sui servizi generali erogati. L'aggiudicazione dell'appalto è stata oggetto, al tempo delle inchieste di tangentopoli, portate avanti dalla Procura della Repubblica di Salerno, anche di indagine penale. Uno degli imprenditori associati all'Ati, Pasquale Corsicato, indagato per turbativa d'asta e corruzione, patteggiò la pena ad un anno di reclusione.
CAMPANIA - Danni per 4 milioni, Provincia assolta
La Corte di Appello di Salerno ha assolto l'Amministrazione Provinciale dalla responsabilità di non aver pagato la vincitrice della gara di appalto, Imprepar-Impregilo Partecipazioni SpA, una somma di 4,5 milioni di euro. La società aveva richiesto il risarcimento dei danni per la mancata esecuzione dei lavori previsti nel contratto stipulato nel 1992. La Provincia aveva iniziato il processo per ottenere la condanna di Palazzo Sant'Agostino al pagamento del mastodontico ristoro. La Corte ha rigettato l'appello e ha accolto la domanda riconvenzionale della Provincia, dichiarando legittima la risoluzione del contratto.
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