CITTÀ DI CASTELLO Per la prima volta è stata vincolata una collezione d'arte contemporanea con opere che hanno meno di cinquant'anni di vita. La collezione sottoposta a tutela è quella della Fondazione Burri di Città di Castello, complessivamente 430 opere: 240 dipinti, 6 sculture e quasi duecento lavori di grafica. Ma non ci sono state polemiche. La Fondazione è ben felice del vincolo e della tutela ministeriale che, fra l'altro, anche i capannoni dove sono conservate le opere. Costituita nel 1978 per volontà dello stesso pittore, la Fondazione «Collezione Burri» era, fino a pochi giorni fa, un'istituzione privata e quindi la notifica ha «il valore di garanzia» e di un nuovo interesse e sostegno da parte dello Stato. Aperta al pubblico nel 1981, comprende circa 130 opere dal 1948 al 1989, mentre l'altra sede espositiva, agli Ex Seccatoi del Tabacco, inaugurata nel 1990, ospita 128 opere dal 1974 al 1993. La notifica del soprintendente regionale Luciano Marchetti è arrivata pochi mesi dopo la morte della vedova di Burri, Minsa Craig, che aveva avuto un lungo contenzioso proprio con la Fondazione. Il soprintendente ha ammesso che sono state «forzate le pieghe della legge collegando gli edifici alle opere che li ospitano», ma solo in questo mo-do il progetto Burri «continuerà a crescere, come cresce l'arte contemporanea nel nostro paese».