Il piano di valorizzazione deliberato dal Consiglio dispone anche la destinazione urbanistica dei beni L'obiettivo è di procedere al riordino, gestione e valorizzazione del patrimonio immobiliare di Regioni ed enti locali. Lo strumento per raggiungerlo, inedito, è un Piano di alienazioni e valorizzazioni immobiliari sottoposto all'approvazione del Consiglio comunale come allegato al bilancio di previsione. La novità, messa in campo dall'articolo 58 del Dl 1122008, è in vigore dal 25 giugno scorso, perciò si ritiene possa essere sfruttata subito, operando in variazione al bilancio 2008. Regioni, Province, Comuni e gli altri enti locali individuano un elenco dei singoli beni immobili, fabbricati o terreni, suscettibili di dismissione o valorizzazione, che sono sul territorio di competenza e che non siano strumentali all'esercizio delle funzioni istituzionali. L'inserimento degli immobili nel Piano ne determina la classificazione come patrimonio disponibile. Fin qui una conseguenza prevedibile. La deliberazione con cui il consiglio comunale approva il Piano dispone anche la destinazione urbanistica dei singoli beni e costituisce variante allo strumento urbanistico generale (in deroga alla normativa urbanistica). Resta comunque salva la funzione del Comune in materia di assetto e utilizzo del territorio, dal momento che la variante al piano urbanistico è in capo al consiglio comunale (e non a Regione e Provincia). Ne consegue, seguendo questa interpretazione, che l'organo consiliare del Comune, qualora sia prevista una diversa destinazione urbanistica, approva anche i Piani di Regione e Provincia. È inoltre previsto che la variante, in quanto relativa a singoli immobili, non necessita di verifiche di conformità agli eventuali atti di pianificazione sovraordinata di competenza di Province e Regioni, salvo due eccezioni, introdotte durante l'esame della Camera: nei casi di varianti relative a terreni classificati come agricoli dallo strumento urbanistico vigente, oppure nei casi che comportano variazioni volumetriche superiori al 10 dei volumi previsti dal Prg. In queste ipotesi la verifica di conformità deve essere effettuata entro un termine perentorio di 30 giorni dalla data di ricevimento della richiesta. Gli elenchi sono soggetti a pubblicazione secondo le forme previste per ciascun ente, e hanno effetto dichiarativo della proprietà. Si fa così piazza pulita dei problemi che spesso si riscontrano a causa di una documentazione del patrimonio incompleta, non aggiornata o che necessita comunque di regolarizzazione. Inoltre, in assenza di precedenti trascrizioni nei pubblici registri immobiliari, gli elenchi producono gli effettivi previsti dall'articolo 2644 del Codice civile per la trascrizione, oltre che effetti sostitutivi dell'iscrizione del bene al Catasto. Contro l'iscrizione del bene nel Piano delle alienazioni è previsto il ricorso amministrativo entro 60 giorni dalla pubblicazione, come pure sono confermati gli altri rimedi di legge. La norma prevede altre forme di valorizzazione oltre alla vendita. In effetti, ai beni immobili inclusi nell'elenco si estende anche la procedura prevista dall'articolo 3-bis del Dl 3512001, relativa alla valorizzazione dei beni dello Stato e utilizzazione a fini economici tramite concessione o locazione. Un'altra strada che gli enti possono imboccare per valorizzare i beni entrati a far parte dell'elenco è il conferimento a fondi comuni di investimento immobiliare (articoli 4 e seguenti del Dl 3512001). Le dismissioni e i conferimenti degli immobili inclusi del Piano beneficiano inoltre di ulteriori agevolazioni, come l'esonero dalla consegna dei documenti sulla proprietà dei beni e la regolarità urbanistica-edilizia e fiscale (articolo 3, commi 18 e 19, del Dl 3512001) e la riduzione degli onorari notarili sulla vendita. Intanto, però, l'esclusione delle risorse provenienti dalle dismissioni del patrimonio dai saldi utili ai fini del Patto (se destinate a investimenti infrastrutturali e alla riduzione del debito) prevista per il 2009 rappresenta un nuovo scoglio sulla strada della piena valorizzazione del patrimonio di Comuni e Province.