La Regione cerca manager a Bruxelles Per sostituire la Palocci si pensa anche a un funzionario dellUnione europea Tale è lurgenza di avviare la resa dei conti, che i partiti che governano la Sicilia erano intenzionati a celebrare la giunta ieri in piena notte. Invece ha poi prevalso il programma ufficializzato già alla fine della scorsa settimana: cioé un maxi vertice di maggioranza, per la tarda serata di ieri, e la giunta da tenersi oggi. In primo piano, manco a dirlo, la riorganizzazione della macchina burocratica regionale con la riduzione dei dipartimenti e soprattutto i nuovi incarichi per i dirigenti. Dopo laddio di Gabriella Palocci, la manager presa in prestito otto anni fa dal ministero del Tesoro per occuparsi dei fondi comunitari, non è ancora chiaro chi sarà chiamato a sostituirla. Nelle ultime ore si è rafforzata lipotesi - sicuramente una delle più naturali - che conduce a Marco Salerno, capo dellufficio di controllo di secondo livello sul Por. Linvestitura potrebbe anche arrivare allinizio del prossimo anno e da qui ad allora, il dopo Palocci potrebbe essere gestito dal ragioniere generale Enzo Emanuele. Non è escluso, però, che Lombardo alla fine opti per una scelta esterna, in fondo anche quella della Palocci lo era. A questo proposito da oggi Francesco Musotto, presidente della commissione Cee dellArs, volerà a Bruxelles e lì, per conto del governatore, sonderà le eventuali disponibilità di alcuni manager che lavorano per lUnione europea e che potrebbero rispondere adeguatamente alle esigenze della Regione. Cioè, prima di tutto, riuscire a spendere al meglio e per tempo i 6,5 miliardi di euro previsti dal Fesr 2007-2013. Bisogna evitare i problemi di programmazione legati ad Agenda 2000 che hanno costretto la Regione a una corsa contro il tempo per riuscire a spendere 3 miliardi entro la fine dellanno. Resta da capire quale autonomia potrà permettersi Lombardo per nominare lerede della Palocci. Perché anche il sottosegretario al Cipe Gianfranco Micciché è pronto a rivendicare il diritto di voto (e di veto) in considerazione dei fondi che proprio il Cipe dovrà destinare alla Sicilia. Ma non è solo il dopo Palocci ad animare i maggiorenti del centrodestra. Perché lo spoils system tiene in ansia numerosi alti burocrati e i politici legati a loro. Soprattutto i cuffariani sono a rischio retrocessione. Fra questi: Francesco Di Chiara, sovrintendente di Palazzo dOrleans, e Dario Cartabellotta, dirigente dellAgricoltura, assessorato che vedrà ridurre i suoi dipartimenti. Di sicuro il repulisti passerà anche dai pensionamenti. Dovrebbero lasciare lamministrazione regionale nel giro di qualche mese, per questo motivo, il segretario di giunta Carmelo Ruffino, il capo del personale Alfredo Liotta, i dirigenti generali della Sanità Luigi Castellucci e Saverio Ciriminna. Di caselle da riempire e fedelissimi da premiare Mpa, Pdl e Udc ne hanno citati parecchi finora. Anche se tutti rassicurano sul fatto che lo spoils system dovrà premiare i più capaci ed efficienti. Sarà, intanto Lino Buscemi, dirigente regionale per anni a capo dellufficio trasparenza, lancia una proposta a Lombardo: «Adotti le procedure in atto nellUe. Emani i bandi per i dirigenti e garantisca la pubblica visione di tutti i curricula pervenuti e delle audizioni successive. Solo in questo modo non potranno esserci dubbi sui nominati».