I lavori affidati al costruttore antiracket Andrea Vecchio "La destinazione potrebbe cambiare in corso dopera" GLI abitanti della Bandita dicono no al progetto di un mega edificio in via Zucchetto al posto del vecchio stabilimento di argenteria Stancampiano. Un palazzo di 14 piani, di cui uno interrato, ben al di sopra del limiti massimo di otto piani degli edifici di edilizia popolare che lo circondano e a cui, il 30 ottobre di un anno fa, il Comune di Palermo ha notificato un atto di esproprio di alcune aree. Il progetto che è intestato alla società Sviluppo Marine dellimprenditore catanese Andrea Vecchio - vittima di attentati per avere detto di no al pizzo - secondo i residenti delle tre cooperative di edilizia della zona, riuniti in un comitato, «maschera un piano di lottizzazione selvaggia dietro un falso piano particolareggiato». Ledificio, inoltre, sarebbe secondo il comitato per il Piano di edilizia economica e popolare "Bandita 1", che riunisce tre delle circa dieci cooperative edilizie sorte negli anni Settanta per costruire in convenzione con il Comune di Palermo alloggi con annessi servizi di parcheggio, scuole e verde urbano, potrebbe poi cambiare in corso dopera destinazione duso. «La struttura a forma di torre alta più di 50 metri potrebbe essere adibita ad albergo - spiega Michele Pipitone, presidente della cooperativa Esa Casa e del comitato - Inoltre, se sulla carta è destinata ad ospitare una trentina di alloggi, è invece una struttura da 44 appartamenti». La cooperativa assistita dal legale Carlo Pezzino Rao ha presentato a giugno scorso una diffida alla commissione urbanistica, al presidente del Consiglio comunale e alla procura della Repubblica. «Il progetto non presenta uno schema di convenzione con il Comune come qualsiasi altro piano di edilizia popolare - spiega lavvocato Carlo Pezzino Rao - per di più insiste nei 300 metri dalla linea di costa sottoposti al parere obbligatorio della soprintendenza ai Beni culturali che non è stata invece interpellata». La diffida ha rallentato per alcuni mesi liter di approvazione ma dopo alcuni approfondimenti tecnici, i 17 elaborati del progetto hanno avuto il parere positivo ai primi di settembre dalla commissione urbanistica presieduta da Gerlando Inzerillo. Ora, la proposta di delibera deve andare in consiglio comunale e dopo la decisione dellaula, sarà inviata allassessorato regionale al Territorio e Ambiente per il via libera definitivo, bypassando così la soprintendenza. Il 20 ottobre prossimo, intanto, il Tribunale, ha fissato ludienza preliminare del gip sul caso Bandita sollevato dallesposto del comitato. «Presenterò una memoria completa della situazione - spiega Pezzino Rao - e potremo così sapere quali sono le conseguenze penali e amministrative del progetto». I residenti tra laltro contestano al Comune la mancata realizzazione dei servizi pubblici, come scuole, verde pubblico, luoghi di riunione, previsti dalle convenzioni. «Con lesproprio - argomenta Pipitone - si prevede la realizzazione di un parcheggio pubblico di cui la zona non ha assolutamente bisogno». Ieri sera, i residenti della Bandita si sono riuniti nei locali della ditta Piombino e Palumbo per stabilire alcune iniziative di protesta. «Illustreremo le reali intenzioni del Comune in unassemblea pubblica allargata a tutta la cittadinanza in centro e organizzeremo una manifestazione pubblica - spiega Pipitone - temiamo infatti che questo sia un primo intervento di lottizzazione che giustifichi con questi metodi illegali altre costruzioni private abusive». Dal canto suo, il presidente della commissione urbanistica ribatte. «Tutti i residenti potranno presentare opposizioni e osservazioni alla delibera non appena sarà approvata dal consiglio comunale - dice - si tratta comunque di un piano particolareggiato di edilizia e non di un albergo»