Svaniti i fondi del gioco del lotto Il taglio è effetto della Finanziaria 2008 ma la Provincia recupera i soldi per i lavori Il ruolo della Soprintendenza nel "caso" VIAREGGIO. «Definanziato». Che, tradotto dal gergo burocratese-ministeriale, significa «avete perso i soldi». Tanti soldi. Poco meno di mezzo milione di euro che, prelevati dal fondo del gioco del lotto, dovevano servire per il restauro di Villa Argentina. E che, per una storia di ordinaria burocrazia, sono svaniti nel nulla. L'annuncio che parte del "fondo lotto" era destinato all'edificio Liberty che da vent'anni "riposa" chiuso a due passi dalla pineta arrivò dall'allora sottosegretario Andrea Marcucci (epoca Unione) a febbraio 2007: 368.640 euro per quell'anno, altri 92.250 per il 2008. Se non che, come una mannaia, sono arrivati i tagli della Finanziaria 2008: «Da 118 milioni siamo calati a 70» spiega Paolo D'Angeli, dirigente del servizio programmazione del Ministero dei beni culturali. E così da Roma si è provveduto a sforbiciare gli stanziamenti. Con un criterio: «Siamo partiti da quegli interventi per i quali non c'erano ancora atti giuridicamente vincolanti», spiega D'Angeli. Come nel caso di Villa Argentina, in cui la Soprintendenza di Lucca (destinataria dei fondi) non aveva ancora provveduto a stilare un bando di gara per i lavori. Un "pasticciaccio" che nasce da incroci fra competenze fra la Soprintendenza e la Provincia di Lucca, che di villa Argentina è la proprietaria. In sostanza, il problema è che, prima di procedere ai lavori di restauro per i quali erano destinati i fondi, Villa Argentina necessitava di alcuni interventi strutturali e di impiantistica. L'idea della Provincia era di fare un unico appalto, magari in un'area limitata dell'immobile, per sfruttare al più presto i finanziamenti del lotto. Un progetto non condiviso dalla Soprintendenza, che spingeva per intervenire dopo l'esecuzione dei lavori strutturali. Per i quali però, al tempo, la Provincia non aveva fondi. Un classico circolo vizioso, finito con l'epilogo più inglorioso: la mancanza dei requisiti che avrebbero permesso di scappare alla mannaia arrivata dal Ministero. Volatilizzati questi soldi, cosa ne sarà di Villa Argentina? Per fortuna i lavori di restauro potranno proseguire (e, si spera, terminare), grazie ai fondi regionali che da tempo erano stati stanziati per una nuova sede dell'Apt. Scartata la prima ipotesi (l'ex ufficio d'igiene in via Mazzini) per la "promiscuità" eccessiva con altre attività, la Provincia ha ottenuto da Firenze di utilizzare i soldi (due milioni di euro) per Villa Argentina, che a fine lavori ospiterà la nuova sede dell'ente diretto da Renato Baldi. Una prima tranche del finanziamento (un milione di euro) è arrivata a Palazzo Ducale proprio in questi giorni. La somma della Regione permetterà, spiega il dirigente provinciale Riccardo Gaddi, «di concludere i lavori, con la Provincia unica "stazione appaltante"». I tempi? Per Gaddi «si potrà procedere all'indizione della gara a inizio del prossimo anno e i lavori potranno terminare, all'incirca, nell'arco di un anno».
TOSCANA - Villa Argentina. Non parte l'appalto, Roma revoca 500mila euro
Il gioco del lotto ha perso mezzo milione di euro destinati al restauro di Villa Argentina a causa di tagli della Finanziaria 2008. I fondi erano stati assegnati per il restauro dell'edificio Liberty, ma la Soprintendenza di Lucca non aveva ancora stilato un bando di gara per i lavori. La Provincia di Lucca aveva inteso fare un unico appalto per sfruttare i finanziamenti del lotto, ma la Soprintendenza non aveva condiviso l'idea. I fondi sono stati volatilizzati, ma i lavori di restauro potranno proseguire grazie ai fondi regionali. La Provincia ha ottenuto da Firenze di utilizzare i soldi per Villa Argentina, che ospiterà la nuova sede dell'Apt.
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