La rottura Bondi chiude la porta in faccia a Domenici. Altro che dialogo. Su tramvia e opere pubbliche tra Firenze e governo è rottura completa. Il ministro dei Beni culturali manda a dire al sindaco che dopo le sue dichiarazioni sul tram in piazza del Duomo vedersi è inutile. «Sono rimasto sorpreso», sono le parole di Sandro Bondi, «dalle dichiarazioni di Leonardo Domenici riguardo al progetto della tramvia apparse sulla stampa. È risaputo che i miei uffici stanno lavorando da giorni allimminente convocazione del tavolo tecnico tra il ministero e il Comune di Firenze, struttura che allordine del giorno annovera anche la questione della tramvia, riguardo alla quale, e in particolare sul tracciato antistante il Duomo, ho già manifestato pubblicamente la mia contrarietà. A questo punto, se il sindaco di Firenze non intende ricercare una mediazione, non vedo il senso della convocazione del tavolo». Tutto qua, conciso ma categorico. Se Domenici non ha intenzione di scendere a patti quel tavolo non si riunirà mai. Fine del discorso e, suggeriscono da Palazzo Vecchio, apertura della campagna elettorale del centrodestra. Domenici non replica. Ma il malumore per latteggiamento del ministero dei Beni culturali nei confronti di Firenze e della Toscana aumenta ogni giorno di più. Preoccupato dai tagli annunciati e da quelli già decisi il presidente della Regione Claudio Martini. «Prendiamo la vicenda dellanno galileiano», attacca. «Così si compromettono opportunità interessanti per la Toscana e per lintero paese che rappresentano una grossa occasione di promozione e di attenzione. Aggiungo che nessuno degli impegni presi dal governo sul versante della cultura si è concretizzato. E del tutto evidente che in questo modo è difficile costruire con questo Palazzo Chigi un rapporto utile e positivo». Lassessore regionale alla Toscana Paolo Cocchi proprio oggi invierà una lettera a Bondi per esprimere «stupore e rammarico per i tagli imposti al settore culturale e alle celebrazioni di Galileo in particolare». Per capire quanto il governo stia usando la mano pesante in questo settore basta guardare cosè successo ai fondi per i comitati nazionali, tra cui rientra appunto quello per Galileo. I Beni culturali hanno dimezzato il budget, dai 6 milioni di euro stanziati dallex ministro Francesco Rutelli ai 3 milioni di oggi. E di questi tre non è ancora chiaro cosa Bondi farà, se cioè toglierà una fetta ad ogni comitato oppure li selezionerà e darà zero a qualcuno e un po di più ad altri. «Un taglio indiscriminato, che rischia di colpire le grandi celebrazioni che, come quella per Galilei, hanno una funzione strategica sia dal punto di vista culturale che turistico», tuona il senatore del pd Andrea Marcucci, segretario della commissione Beni culturali ed ex sottosegretario del governo Prodi. «Noi avevamo lavorato per ridurre il numero di comitati e concentrare così lattenzione sugli eventi principali», ricorda Marcucci, «e i buoni risultati si sono visti tra gli altri con Giuseppe Garibaldi, Giacomo Puccini e la Fondazione della Basilica di San Pietro. Procedere a tagli non selettivi su un settore delicato come quello della cultura è comunque un errore». Per lanno galileiano il 7 giugno 2005 i parlamentari fiorentini del Pd Valdo Spini, Vannino Chiti, Michele Ventura, Giovanni Bellini, il pisano Ermete Realacci, e i padovani Colasio e Ruzzante presentarono una proposta di legge che chiedeva stanziamenti particolari. «In unudienza il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi incoraggiò la nostra iniziativa», dice oggi Spini, «che poi si è risolta in un niente di fatto. E la cosa che più sconcerta è che con un decreto legge sulleconomia del luglio scorso il governo ha anticipato 500 milioni al Comune di Roma sui primi futuri trasferimenti statali. E anche Milano riscuoterà fondi straordinari per sostenere le spese di organizzazione dellExpo 2015. Insomma, mentre si discute di una futura "legge speciale", a Roma intanto si riscuote pronto cassa». Nel coro unanime di condanna ieri si è alzata una sola voce a difesa di Bondi, quella del parlamentare del Pdl Guglielmo Picchi: «Bene ha fatto il ministro a mettere in discussione il tavolo tecnico. Cè stato un referendum e i fiorentini si sono espressi per il no al passaggio della tramvia di fronte al Duomo. Chiediamo cosa ne pensano i candidati alle primarie del Pd piuttosto».