I progetti della discordia Non solo Galileo. In ballo cè molto di più per Firenze. E se le cose con il ministero dei Beni culturali si mettono male, la città rischia di perdere finanziamenti cospicui e fondamentali per il suo sviluppo. Il nuovo Teatro Comunale ne è un esempio, Bondi e Domenici ne hanno già parlato nel loro primo breve incontro, finora lunico. Sul tavolo cera anche il reintegro dei tagli al Fondo unico per lo spettacolo relativi al Maggio e tutte le fondazioni lirico-sinfoniche, unentrata necessaria per permettere alle istituzioni di funzionare. Domenici ha posto la questione dei fondi da distribuire alle Fondazioni e ha ricordato al ministro quanto sia importante per il Maggio veder confermati i due milioni di euro di finanziamento straordinario ottenuti nel 2007. Ovviamente è centrale il tema della tramvia, sui cui le posizioni di Firenze e Roma non potrebbero essere più distanti. Meno distanti sembrano i due sul futuro del sistema museale fiorentino, con particolare riferimento agli Uffizi «i cui lavori di ampliamento procedono come da programma» dice la sovrintendente Paola Grifoni. Cè tempo fino al giugno 2009 per varare lappalto del secondo lotto, che comprende la loggia Isozaki. Anche qui non si capisce come si muoverà Bondi (anche se ha detto che a lui il progetto non piace), la realizzazione della loggia è ancora avvolta da un fitto mistero. A Domenici Bondi ha ribadito lintenzione di realizzare «un evento internazionale sui beni culturali da tenersi periodicamente a Firenze». Ma certezze davvero ce ne sono poche. Allinizio dellestate era scoppiata la rivolta di enti e associazioni culturali fiorentini alla notizia del congelamento delle convenzioni stipulate con Palazzo Vecchio, in totale 1 milione di euro già previsti per il 2008 che improvvisamente rischiavano di svanire per il taglio dovuto alla soppressione dellIci. Ma il taglio del 30 per cento del decreto Tremonti in realtà mette a rischio tutti i finanziamenti ai Beni culturali della Toscana e dellItalia intera. I lavori di restauro, le spese per il personale e i custodi, i fondi ordinari, gli interventi per il paesaggio, tutto questo è nel paniere del risparmio coatto. A rischio ci sono il festival Pucciniano, i trasferimenti allAccademia della Crusca (che vive quasi esclusivamente di contributi pubblici) e di istituti fiorentini e soprintendenze. Il provvedimento rastrella finanziamenti previsti dalla Finanziaria 2008, con un taglio di 49-52 milioni su un totale di 511 milioni per il Fus (Fondo unico per lo spettacolo), di 3,4 milioni per gli Istituti culturali, di 1,5 milioni in meno per il Centro del Libro e 15 milioni in meno per la tutela del paesaggio. I primi a tirare fuori le cifre furono i sindacalisti della Uil Beni culturali e lex sottosegretario del Pd ai Beni culturali Andrea Marcucci. In Toscana e a Firenze, in tutti quegli istituti culturali a cui erano stati destinati dal governo precedente 3 milioni e mezzo di euro aggiuntivi sono stati decurtati i fondi. Ad esempio mancano ancora allappello 10 milioni di euro dai 150 previsti per le celebrazioni dellUnità dItalia che toccavano anche il Maggio musicale e la realizzazione del nuovo auditorium, su cui però Sandro Bondi ha preso impegni precisi con Domenici sostenendo che il parco della musica sarà realizzato come previsto. A livello nazionale sono invece per ora soppressi i 45 milioni di euro contemplati dal codice del paesaggio per gli interventi di ripristino ambientale. In totale sono stati tagliati 210 milioni di euro dal ministero di via del Collegio romano, 100 dal cinema e 110 dai Beni culturali. (s.p.)
FIRENZE - Dalla Loggia Isozaki al nuovo auditorium del Maggio: un lungo braccio di ferro
Il ministero dei Beni culturali ha deciso di tagliare finanziamenti per Firenze, a rischio il Teatro Comunale e il Maggio musicale. Il taglio del 30% del decreto Tremonti mette a rischio tutti i finanziamenti ai Beni culturali della Toscana e dell'Italia intera. I lavori di restauro, le spese per il personale e i custodi, i fondi ordinari, gli interventi per il paesaggio, tutto questo è nel paniere del risparmio coatto. A rischio ci sono il festival Pucciniano, i trasferimenti all'Accademia della Crusca e di istituti fiorentini e soprintendenze.
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