Tempi duri in arrivo per i giovani che si dilettano a disegnare con gli spray graffiti su monumenti storici. Ad annunciarlo e' il ministro dei Beni culturali, Giuliano Urbani, che, durante un convegno sull'architettura all'Universita' di Padova, ha annunciato che "a breve presenteremo un ddl in Consiglio dei ministri, di concerto con il ministero di Grazia e giustizia, che prevede un inasprimento delle pene per chi imbratta e rovina i monumenti nazionali". "Monumenti che vanno preservati -ha ammonito Urbani- perche' l'uso di queste vernici, di questi spray, a volte mette in discussione la buona tutela dei monumenti storici. Quindi per noi, non e' una scelta, e' un dovere". Il ministro dei Beni culturali, inoltre, ha sottolineato che l'azione di contrasto non sara' limitata solo "a tutto cio' che e' sottoposto alla nostra tutela, cioe' a monumenti e palazzi di interesse culturale. E devo dire che, se in futuro l'azione si estendesse anche ad altri obiettivi, forse non si farebbe male". "E' importante -ha aggiunto Urbani- che non si facciano graffiti sui monumenti perche' alterano l'estetica e qualche volta, anzi spesso, ne altero la chimica e la fisica, perche' queste vernici usate per i graffiti sono pericolose per marmi, pietre e porosita' e si tolgono difficilmente". Secondo il ministro, quindi, "diventano violenze all'arte. Allora 'l'arte' la si faccia in modo tale da non distruggere altra arte". "Applicheremo -ha assicurato il ministro- il Beccaria: cioe' le pene devono essere proporzionate ai delitti, altrimenti diventano inique e controproducenti".
Beni culturali, arriva il decreto anti-graffiti
Il ministro dei Beni culturali, Giuliano Urbani, ha annunciato che il governo presenterà un ddl in Consiglio dei ministri per inasprire le pene per chi imbratta e rovina i monumenti nazionali. Urbani ha sottolineato che l'uso di spray graffiti su monumenti storici mette in discussione la buona tutela dei monumenti e che l'azione di contrasto non sarà limitata solo ai monumenti e palazzi di interesse culturale. Il ministro ha anche affermato che le pene devono essere proporzionate ai delitti e che l'arte non deve essere distrutta da altre forme di arte. Il ddl prevede l'applicazione del principio del Beccaria, che stabilisce che le pene devono essere proporzionate ai delitti.
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