Sta nella casa dellOttocento e «lì deve restare», simbolo di un secolo lungo che tira dritto fino a Balla, Boccioni e Marinetti, o finirà, secondo progetto, nel nuovo museo del Novecento? «Il quadro aprirà il percorso», dice larchitetto Italo Rota. «dl Quarto Stato» è datato igoi e oggi tirato per la cornice tra la Villa Belgiojoso e lArengario: 65o milanesi contestano il trasloco. La petizione è lanciata: Nessuno tocchi Pellizza. Via Manzoni 40, Quadreria di Emanuele Molta Gli scissionisti si raccolgono e firmano qui. Sono imprenditori, uomini di cultura, esperti darte. E fanno quadrato attorno al «Quarto Stato» di Pellizza da Volpedo (1868-1907);- allievo di Hayez a Brera, divisionista e poi pittore di critica sociale. «E unopera simbolo dellOttocento milanese», sostiene Motta, quasi unUltima Cena moderna, contadina e operaia: «E lOttocento si espone alla Galleria di via Palestro, non altrove». Ora: è vero che il manifesto (olio su tela) del proletariato è stato completato solo nel 1901, «ma è il risultato di unidea coltivata fin dal 1891, sviluppata nei dipinti "Ambasciatori della fame", "Fiumana" e in un bozzetto del 1898, "Il cammino dei lavoratori"...», si scalda il collezionista. Di più: «Solo glingenui chiudono il secolo darte il 31 dicembre 1899 e non quando nasce il futurismo, dopo il rifiuto di Balla e Boccioni alla Biennale di Venezia». Ne1 1909, dunque, lanno di un altro manifesto che ha fatto epoca. Dinamismo, velocità e progresso. Per questo e altro ancora, conclude Motta, il ratto dellArengario sarebbe «illegittimo». Una petizione lo volle, unaltra lo contende. Il Comune acquistò Al Quarto Stato» negli anni Trenta su richiesta popolare. Passato da Palazzo Marino, il capolavoro di Pellizza da Volpedo è esposto in villa Belgioioso Bonaparte ma è stato promesso al museo del Novecento che larchitetto Rota ha progettato nellArengario, in piazza Duomo. H cantiere è aperto, linaugurazione è fissata nella primavera 2010. Il quadro di Pellizza sarà il primo nel percorso, biglietto da visita della collezione: «Tutti i musei hanno bisogno di un incipit, unopera che i visitatori possano ricordare», sostiene Rota. E Al Quarto Stato» è lideale: «E il dipinto introduttivo al XX secolo, ai temi particolari di Milano. Ha un ruolo sociale e dimmagine». Il proletariato di Pellizza sfila nel 1901, tre anni dopo i moti repressi nel sangue dal generale Bava Beccaris. Il pittore si autoritrae tra la moglie e il capopopolo, le figure sono in gruppi di tre e qualche critico suggerisce un parallelo con il Cenacolo. I difensori del «Quarto Stato» sono già 650 e contano di fare massa critica. Nessuno tocchi Pellizza: «Deve restare nella casa dellOttocento».
MILANO - Non toccate il Quarto Stato Sfida tra i musei
Il quadro Al Quarto Stato di Emanuele Pellizza da Volpedo, esposto nella Quadreria di Emanuele Molta, è stato oggetto di una petizione che chiede di non trasferirlo al museo del Novecento progettato dallarchitetto Italo Rota nellArengario. La petizione è stata lanciata da un gruppo di 650 persone, tra imprenditori, uomini di cultura e esperti darte, che sostengono che il quadro debba restare nella Quadreria di Emanuele Molta, dove è stato esposto per secoli. Il quadro, datato 1901, è considerato un simbolo dellOttocento milanese e rappresenta il proletariato.
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