ORISTANO. Si annuncia un autunno caldissimo per i lavoratori dei musei e dei siti ambientali e archeologici, da tempo impegnati in una dura vertenza con la Regione. La delibera della Giunta che ha prorogato i finanziamenti alle società e cooperative non ha certamente calmato gli animi fra gli operatori che chiedono certezze. La proroga, infatti, le offre solo per tre mesi e, dunque, dopo il 31 dicembre, se non ci saranno novità di sorta, gli operatori rischiano di ritrovarsi nuovamente senza lavoro. Una situazione di precariato che dura da oltre venticinque anni dalla quale i lavoratori chiedono di uscire. Soprattutto preoccupa il piano della Regione che punta ad affidare la gestione di siti e musei attraverso gare d'appalto, aperte quindi anche a società della Penisola. Ed è proprio questa l'ipotesi che allarma maggioramente i lavoratori. «Se questo progetto dovesse passare, per noi sarebbe la fine - spiega Patrizia Carta della Paleotur, società che ha in gestione l'area archeologica ed il centro servizi Losa di Abbasanta -. Le nostre società e cooperative sono piccolissime, certamente non in grado di affrontare la concorrenza di altre realtà più ricche e solide. Anche qualora venissimo assorbiti e assuynti da società che si assiocurebbero gli appalti, il rischio per noi è di piombare in una condizione inaccettabile, di manovalanza e, magari, con contratti part-time». Così c'è molta attesa per l'esito del vertice, convocato per martedì a Cagliari, presso l'assessorato regionale alla pubblica istruzione, con i sindacati. Dice Salvatore Usai, segretario provinciale della Cisl- Funzione pubblica: «Il sistema degli appalti pubblici rischia seriamente di escludere le società già presenti nel territorio dell'Oristanese. Se poi consideriamo la realtà territoriale, dove trovare lavoro diventa una missione quasi impossibile e, comunque, piccoli musei e siti garantiscono gli stipendi a un non certo irrilevante numero di lavoratori, lo scenario è completo». Il sindacato annuncia battaglia. «Alla Regione - dice ancora Usai - chiediamo una sostanziale modifica del piano triennale, che dovrà essere approvato dalla Giunta a breve scadenza e, soprattutto, della nuova legge sulla cultura, che devono comunque tenere conto della realtà isolana. Non siamo disposti ad accettare alcun provvedimento che possa provocare nuova disoccupazione. Piuttosto chiediamo un'azione di governo che consenta di cancellare il precariato». E mentre la Cgil avvierà nell'immediato una serie di riunioni a livello provinciale, i lavoratori hanno già una piattaforma di rivendicazioni da proporre. Che parte dalla stabilizzazione degli operatori, magari attraverso la costituzione di società in house o fondazioni, come da tempo propone, ad esempio, la Giunta provinciale di Oristano.
SARDEGNA - Società e coop locali rischiano di sparire
La Regione ha prorogato per tre mesi i finanziamenti alle società e cooperative dei musei e dei siti ambientali e archeologici, ma questo non ha calmato gli animi dei lavoratori che chiedono certezze. La proroga offre solo una soluzione temporanea e, dopo il 31 dicembre, gli operatori rischiano di ritrovarsi senza lavoro. I lavoratori preoccupano soprattutto il piano della Regione che punta ad affidare la gestione di siti e musei attraverso gare d'appalto, aperte anche a società della Penisola. Le società e cooperative sono piccole e non possono affrontare la concorrenza.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo