Da una parte la sinistra radicale, dallaltra il Pd. In mezzo le sedici colonne di epoca tardo romana di San Lorenzo. In Consiglio comunale arrivano oggi due mozioni contrapposte. La prima è firmata da Patrizia Quartieri (Prc) e Giuseppe Landonio (Sd) e chiede di spostare lattuale tragitto del tram della linea tre. Laltra, preparata dal democratico Aldo Ugliano, sostiene -invece che il percorso, almeno durante le ore del giorno, non possa proprio essere modificato. «Tuttal più dalle 20 in poi, quando la piazza della basilica si riempie di giovani», concede Ugliano. Antica questione quella della convivenza tra le colonne e i jumbo-tram. Spiega il soprintendente Alberto Artioli: «Le colonne non sono a rischio crollo, perché sono state rinforzate da inserti in ferro. Detto questo, è chiaro che rimangono delle strutture delicate». E quindi? «Certo, sarebbe meglio che quei tram non passassero da lì». Il fronte del no (al tram) vede curiose convergenze. Italia Nostra è da sempre in prima fila nella battaglia. «Quel percorso non ci ha mai convinto. Certo, un tempo, i mezzi passavano addirittura sul sagrato della basilica. Ma anche il percorso attuale è inopportuno», dice Marco Parini vicepresidente nazionale dellassociazione. Cè un gruppo di residenti, riuniti in comitato («La Cittadella»), che spinge perla pedonalizzazione dellarea. Il progetto è già da mesi sulla scrivania dellassessore ai Trasporti, Edoardo Croci. Si vedrà. «Si può dirottare il tre, chiudere la zona alle auto e restituire la piazza alla città, con eventi di qualità e cultura», insiste Quartieri. Il percorso alternativo cè già: corso Italia. In queste settimane, tra laltro, il tre è obbligato a modificare il percorso - lavori lungo corso di Porta Ticinese - passando proprio da lì. «Per i pendolari che vengono dal Gratosoglio il tempo di percorrenza"si allunga di quindici minuti», dice Aldo Ugliano. Sarebbero penalizzate almeno cinquemila persone, conferma una simulazione Atm. Proprio in queste settimane, in effetti, i ritardi lungo la direttrice «alternativa» di corso Italia non si contano. Il dibattito divide. Il verde Enrico Fedrighini vuole larea pedonale, ma non la deviazione del tram: «Questa storia dello spostamento del percorso ricorda tanto la battaglia di una certa sinistra contro la metrotranvia a Firenze». «Non è certo una priorità, ma evitare che i mezzi sferraglino a fianco di un monumento mi sembra giusto», dice dal fronte opposto Fabrizio De Pasquale (FI). «Non è mica un carrarmato, è un tram», sbotta Philippe Daverio, critico darte. E lisola pedonale? «Certo: così ci ritroveremmo ad avere la più grande discarica di bottiglie di birra dEuropa».
MILANO - Tram via dalle Colonne, Milano si divide
In Consiglio comunale, due mozioni contrapposte sono state presentate. Una, firmata da Patrizia Quartieri (Prc) e Giuseppe Landonio (Sd), chiede di spostare il percorso del tram della linea tre, mentre laltra, preparata da Aldo Ugliano, sostiene che il percorso non possa essere modificato, almeno durante le ore del giorno. La questione della convivenza tra le colonne di epoca tardo romana di San Lorenzo e i jumbo-tram è stata sollevata. Il soprintendente Alberto Artioli spiega che le colonne non sono a rischio crollo, ma rimangono delicate. Il fronte del no al tram vede convergenze tra Italia Nostra e La Cittadella, che spingono per la pedonalizzazione dellarea.
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