- CAGLIARI I sardi hanno disertato il referendum contro la «legge salvacoste» (che vieta, fra l'altro, le costruzioni a meno di 2 chilometri dal litorale), voluta dal governatore Renato Soru (foto) e contrastata dal centrodestra. Hanno votato 300.859 elettori, il 20,44: la soglia minima richiesta è il 33 (500 mila votanti). La legge, in vigore dal novembre 2004, non sarà perciò abrogata: Soru ne aveva fatto il cavallo di battaglia della sua campagna elettorale e pochi mesi dopo l'elezione era riuscito a far approvare una serie di norme e vincoli poi in parte attenuati dal piano paesaggistico regionale. Il centrosinistra ha puntato sul mancato raggiungimento del quorum invitando gli elettori a non votare. Il Pdl contava sul sì per mettere all'angolo il governatore. «Una legge truffa, che consegna i litorali a pochi speculatori immobiliari così il deputato Mauro Pili, promotore dei referendum ha bloccato il turismo e creato migliaia di disoccupati». Contro Soru si era speso anche il premier Berlusconi: «Chiedo ai sardi di cancellare la legge che ha fermato lo sviluppo dell'isola parole da un suo appello appena pochi giorni fa . Fatevelo dire da uno che in Sardegna ci viene tutti i weekend dell'anno». La battaglia si sposta ora in consiglio regionale; fra pochi giorni verrà discussa la nuova legge urbanistica. Il referendum è stato un anticipo della campagna elettorale, la prossima primavera verrà eletto il presidente della Regione e una vittoria del centrodestra nel referendum avrebbe reso improbabile la riconferma di Soru, che deve fronteggiare ostilità anche nel Partito democratico dilaniato dalle divisioni.