Portici. Il destino di villa d'Elboeuf ancora al centro di polemiche. L'idea che la dimora settecentesca, la più antica dell'intero territorio vesuviano, possa diventare un condominio per ricchi, davvero non va giù a cittadini, amministratori e addetti ai lavori. Nemmeno le rassicurazioni della sovrintendenza, che ha approvato il progetto sulla conservazione di alcuni elementi strutturali che caratterizzano la villa sembrano aver convinto i più scettici. «La lottizzazione di villa d'Elboeuf in 35 appartamenti comporta necessariamente la disgregazione degli ampi saloni: uno degli elementi architettonici più affascinanti della dimora - ha detto l'altro giorno il direttore dell'Ente Ville Vesuviane Paolo Romanello - Trasformare la villa in un condominio significherebbe di fatto snaturarne la vocazione e soprattutto evitare che la dimora possa diventare una delle strutture ricettive più affascinanti dell'intero territorio». Insomma il coro di no al progetto presentato dalla società immobiliare Geca, si arricchisce ogni giorno di più, e non potrebbe essere altrimenti considerato il valore storico della dimora. Basti pensare solo che fu proprio durante la sua costruzione che il principe d'Elboeuf si accorse che i materiali impiegati appartenevano all'antica Ercolano: una circostanza, quest'ultima, che permise di scoprire gli scavi dell'antica città sepolta. Il destino di villa d'Elboeuf per il momento rimane ancora in bilico, come quello di altre numerose dimore storiche sul territorio porticese. Alcune di esse, infatti, versano in uno stato di totale abbandono, per altre sono già pronti progetti di riqualificazione. Come Casa Materna, dimora voluta dalla chiesa metodista nell'Ottocento, e di recente acquistata da un gruppo di imprenditori legati a Corrado Ferlaino. In cantiere la costruzione di una struttura ricettiva con annesso un centro benessere. «Per il momento - fa sapere lo stesso Provitera - non sono giunte al Comune ancora richieste di conversione d'uso della dimora che per tanti anni ha ospitato i bambini in difficoltà». Un progetto che potrebbe regalare alla città decine di posti di lavoro come è accaduto a Ercolano con il Grand Hotel Il Miglio d'Oro. A pochi metri di distanza c'è palazzo Lancellotti, appartenuto alla principessa Natalina Lancellotti, scomparsa di recente, che il Comune ha in programma di acquisire per ospitare secondo un vecchio progetto la Libera Università Mediterranea. Destinato a diventare sede universitaria anche palazzo Caposele per il quale sono già stati stanziati 5 milioni di euro nell'ambito dei Fondi Europei per le Aree Sottosviluppate. Finanziamenti ottenuti qualche anno fa e che ora risultano insufficienti per la realizzazione del progetto. In fase di recupero, infine, villa Mascolo dove sarà ospitato un museo multimediale con annesso parco di circa trentamila metri quadrati e un anfiteatro con mille posti a sedere. Un esempio concreto di come il patrimonio storico può diventare elemento di sviluppo per un'intera collettività.