Scandicci, il sindaco ironizza: ecco il mostro «Eccolo il mostro sferragliante, lecomostro che devasterà il centro di Firenze», ironizza il sindaco di Firenze Leonardo Domenici indicando il primo convoglio posato sui binari. E la tramvia, attrazione numero uno della fiera di Scandicci, con il suo muso argento metallizzato e rosso bordeaux e laria da trenino gentile e pacifico, sembra aggiungere ironia a ironia. Poi però lannuncio, che vale una pietra tombale sullestenuante discussione su piazza Duomo: «La tramvia passerà dal centro, perché è il modo migliore per pedonalizzare e servire la città». Domenici sceglie la fiera di Scandicci, larrivo del primo convoglio al capolinea della linea 1. Sceglie di tagliare la testa al toro e di contrattaccare il centrodestra assieme al sindaco di Scandicci Simone Gheri. E anche alla sovrintendente ai beni ambientali Paola Grifoni, che Domenici chiama più volte al suo fianco per evidenziare il pieno accordo con chi deve tutelare i monumenti. La discussione è chiusa per Domenici: «Finora una proposta alternativa credibile non si è vista, se qualcuno ce lha, magari tirando fuori anche i soldi, lo dica adesso, perché siamo quasi fuori tempo massimo». Avanti tutta sul passaggio dal Duomo dunque: il tempo dei ripensamenti è agli sgoccioli. Ci saranno «tutte le precauzioni e assicurazioni, per rendere limpatto meno pesante possibile», aggiunge Domenici. Ma la linea 2 del tram passerà di sicuro sotto la cupola del Brunelleschi, dice il capo di Palazzo Vecchio prima di salire sulla tramvia e inaugurare le visite che, nei giorni della Fiera, ognuno potrà fare. Domenici ricorda il referendum: «Una presa in giro, un atto non responsabile otto anni dopo le decisioni», manda a dire al promotore Mario Razzanelli. Oltretutto con un risultato negativo per tutto il centrodestra: «Hanno perso, hanno fallito, perché quando non si raggiunge un obiettivo che ci si propone si perde una battaglia: solo il 20 per cento dei fiorentini ha detto no, un quinto del totale. E sarebbe folle fermare tutto». Un risultato negativo che dovrebbe essere chiaro a tutti. «Anche a quei ministri e sottosegretari che passano da Firenze, e senza sapere di cosa parlano, esprimono giudizi. Anche perché tutte le scelte sono state condivise con i governi nazionali», aggiunge Domenici evocando il ministro dei beni culturali Sandro Bondi, il sottosegretario Paolo Bonaiuti e il ministro delle infrastrutture Altero Matteoli, che in diversi momenti si erano detti perplessi o contrari sul progetto della tramvia. Dal 16 marzo 2009, annuncia ancora con il collega scandiccese Gheri, cominceranno le prove tecniche per la linea 1: il convoglio comincerà a correre sui binari. E in seguito, negli anni a venire, ci saranno anche i collegamenti con Bagno a Ripoli, con Sesto e con laeroporto: «Non è un ecomostro e non distruggerà certo le tessere dei mosaici», dice il sindaco fiorentino in risposta ai timori da tempo denunciati per il Battistero dalla storica dellarte Mina Gregori. «La tramvia servirà a ridurre lo smog, al risparmio energetico e a rendere più efficiente il trasporto pubblico», dice il sindaco ricordando che gli stessi convogli che prenderanno servizio tra Firenze e Scandicci sono già in uso ad Atene, Milano e Torino. «Città meno belle della nostra, ma che hanno saputo modernizzarsi». Parole condivise dal primo cittadino scandiccese Gheri, che vede nella tramvia il segno del riscatto: «Non più una città dormitorio, ma grazie alla tramvia, ospite donore di questa fiera, una città più moderna e sempre più vicina a Firenze. magari con qualche macchina di meno», dice Gheri prima di salire con Domenici sul convoglio per la prima visita. Subito dietro il vicesindaco fiorentino Giuseppe Matulli e luomo-tramvia di Palazzo Vecchio Giovanni Mantovani. Limpatto è quello di un bus da 18 metri raddoppiato, con le piattaforme circolari di snodo tra una vettura e unaltra, le poltroncine in tela blu e i pali verticali di sostegno. (m.v.)