Fondazione Orestiadi: intervista al sen. ludovico corrao Gibellina. Ma come si fa ad ignorare l'arte contemporanea? si chiede il sen. Ludovico Corrao. Ma come si fa ad ignorare l'arte e la cultura in un territorio? Allarga il suo interrogativo e pone una domanda che in tempi miseri come questi, avrebbe urgenza di risposte. Il baglio delle Case Di Stefano, sede della Fondazione Orestiadi è silenzioso, immerso nella campagna, qui si respira un'aria diversa tra gli ampi spazi aperti che portano al vecchio granaio che ospita opere d'arte contemporanea, le officine dove si tengono le mostre e il Museo delle Trame Mediterranee. Il patrimonio culturale e artistico è tutto raccolto lì, tra l'imponente donazione di opere appartenute al senatore Corrao, le acquisizioni fatte nel corso degli anni e le opere che gli artisti che hanno lavorato o si sono fermati a Gibellina, hanno lasciato come un omaggio (da Cagli, a Guttuso, da Schifano a Sanfilippo a Carla Accardi a H. H,. Lim e molti altri ancora). Un patrimonio che è patrimonio di questa provincia. È da Gibellina e dall'intuizione del sen. Corrao che, negli anni in cui non prestava attenzione al Nordafrica, sono partiti i primi messaggi di pace verso il mondo arabo, l'idea che le culture dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo abbiano una matrice comune e l'urgenza che la stessa venga posta all'attenzione dei Paesi rivieraschi per giungere a condividere, nella diversità delle culture, idee e futuro. Il sen. Corrao è ancora pronto ad affrontare nuove sfide e si rattrista all'idea che il messaggio non possa essere compreso, che della cultura le istituzioni della provincia facciano «carta straccia» relegandola all'ultima delle emergenze. «Quanto mi hanno contestato per la chiesa del Quaroni dice E adesso guardate quell'orrenda chiesa realizzata a Santa Ninfa, nessuno dice nulla». Forza il pensiero: «Noi siamo questi ma qualche iniziativa deve nascere, ci devono essere della prese di posizione serie e responsabili. Il convegno del Cemsi organizzato a Mazara per esempio è stato un momento molto importante contro l'integralismo e contro ogni forma di razzismo». Lancia un'idea: «Siamo pronti a firmare un documento comune in cui le istituzioni culturali che operano nel territorio prendano una posizione netta e decisa, mi riferisco al Luglio Musicale, al Conservatorio Scontrino e agli altri enti; mentre oggi questa volontà sinergica non esiste ma al contrario regnano sovrane le divisioni e le piccole appartenenze». La lettera che non più tardi di un paio di mesi fa Corrao scrisse al presidente della Provincia Turano andava anche in questa direzione. «Dal '98 scriveva la Provincia ha avviato un lento, progressivo inarrestabile percorso volto a disconoscere la nostra azione, il nostro lavoro, la nostra identità e la nostra stessa esistenza». Non è soltanto dei trentamila euro l'anno che parlava, ma anche della riconoscibilità e dell'attenzione mancata, nonostante la Fondazione sia custode di un patrimonio di opere d'arte, beni etnoantropoloogici e attività valutati nell'ordine dei 50, 60 milioni di euro. Un patrimonio artistico e culturale invidiabile, ma non per questo territorio.
SICILIA Ignorare la cultura è un peccato. Siamo pronti a firmare un documento comune
Il sen. Ludovico Corrao, fondatore della Fondazione Orestiadi, ha espresso preoccupazione per il fatto che il patrimonio culturale e artistico della provincia di Trapani sia ignorato. Ha chiesto come si possa ignorare l'arte contemporanea e la cultura in un territorio come Gibellina, che ospita opere d'arte e musei. Corrao ha anche lanciato l'idea di firmare un documento comune con le istituzioni culturali del territorio per prendere una posizione netta e decisa contro l'integralismo e il razzismo.
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