Il caso La celebrazione nel maniero di Agliè, in Piemonte, dove è stata girata la fiction «Era un sogno» Le nozze nel castello di Elisa di Rivombrosa Bufera sulla direttrice Lo dà al figlio. La replica: «È aperto a tutti» La cerimonia si è tenuta il 21 settembre «Lui è cresciuto lì, perché rinunciare a un sogno?» La sera di sabato 21 settembre, ad accogliere i circa duecento invitati, c' era anche il servizio di sorveglianza affidato ai custodi (dipendenti pubblici) rigorosamente in divisa. E poi il castello di Agliè (a 40 chilometri da Torino, divenuto celebre perché nelle sue stanze è stata girata la fortunata fiction Elisa di Rivombrosa): magnifico, illuminato a giorno per tutta la notte mentre i camerieri del catering volteggiavano leggeri tra affreschi e altre opere d' arte, con la musica «da discoteca, così forte che si sentiva fino alla circonvallazione» e le auto degli ospiti «parcheggiate in piazza ad intralciare il passaggio», raccontano in paese. Gran finale con lo spettacolo pirotecnico: «E no! I fuochi d' artificio non hanno alcun nesso con il matrimonio di mio figlio, chiedete alla Pro Loco», dice la madre dello sposo, l' architetto Daniela Biancolini della Soprintendenza per i Beni architettonici e per il Paesaggio del Piemonte, nonché, da 15 anni, direttore dello stesso castello di Agliè e del Palazzo Reale di Torino. Che dice: «Il matrimonio di Federico è una delle poche gioie della mia vita, ma la stanno rovinando con tutto questo veleno». A rovinare la festa è stato il consigliere di An Roberto Tentoni che, raccolte le proteste degli alladiesi (gli abitanti di Agliè), ha presentato un' interrogazione al presidente della Provincia per avere chiarimenti su quanto accaduto il 21 settembre, quando Enrica Del Grosso e Federico Fea (figlio della direttrice) hanno contratto matrimonio nella Cappella di San Massimo nel castello di Agliè. Tentoni denuncia «l' uso privatistico del maniero, di proprietà dello Stato (acquistato dai duchi di Genova nel 1939, ndr), da parte della Biancolini». Più in generale «un atteggiamento dispotico della direttrice, che tratta l' edifico come fosse casa sua e infatti lo ha aperto per il matrimonio del figlio manco fosse il Conte di Rivombrosa. Intanto io continuo a ricevere le proteste dei turisti che vengono in visita e trovano sale chiuse, scarse informazioni e tanta scortesia. Altro che Savoia! Loro, almeno erano i proprietari. Biancolini è solo un funzionario statale». Non c' è che dire, nozze da ricordare. Perché, qui sta il punto, in pochi ricordano altri matrimoni celebrati nella cappella del castello (a parte quello, per fiction, in Elisa di Rivombrosa che scatenò le ire del vescovo d' Ivrea Arrigo Miglio), secondo la gente di qui negato ai comuni mortali che vogliono giurarsi eterno amore (ma aperto alle convention della Carrefour, per esempio). Tra chi ricorda, l' anziano sindaco del paese Giovanni Rossi: «L' ultimo sposalizio risale addirittura al 1937. Poi basta». «Non è vero», ha ribattuto stizzita Biancolini in una lettera inviata al settimanale La voce del Canavese: «L' ultimo è del 2003, con 500 invitati». Due matrimoni in 80 anni converrà che non è un granché. «Ma nessuno me l' ha mai chiesto», risponde la direttrice. «Cosa devo fare, andare porta a porta dai supposti sposi a chiedere se vogliono sposarsi nel castello? Basta informarsi e pagare». Ma c' è chi sospetta un trattamento da privilegiata per la direttrice. «Ho pagato il normale canone d' affitto, 2.000 euro, così come verranno pagati gli straordinari ai custodi. Mio figlio è cresciuto nel castello di Agliè, perché rinunciare al coronamento di un sogno? Gli alladiesi si lamentano ma, grazie agli invitati, abbiamo dato lavoro agli hotel della zona». E gli sposi? Felici e contenti ancora in viaggio di nozze. Nulla sanno delle polemiche scatenate dal loro matrimonio. Roberto Rizzo (ha collaborato Marco Bardesono)Come nella fiction A sinistra, la cappella di San Massimo dove si sono celebrate le nozze, proprio come nella fiction. Sotto, il castello di Agliè, dal 1939 proprietà dello StatoUna cerimonia da favola Il conte Fabrizio Ristori (Alessandro Preziosi) porta all' altare Elisa Scalzi (Vittoria Puccini), dama di compagnia della madre, al termine della prima serie di Elisa di Rivombrosa: la scena è stata girata proprio nella cappella di San Massimo, all' interno del castello di Agliè. La storia d' amore, parzialmente ispirata alla Pamela di Samuel Richardson, è ambientata nel Piemonte di Carlo Emanuele IIISul set2milaGli euro pagati per l' affitto del castello