Matera è stata scelta dal ministero per i Beni e le attività culturali quale sede della prima sezione distaccata dell'Iscr, l'Istituto superiore per la conservazione e il restauro, prestigiosa istituzione fondata da Cesare Brandi nel 1944 che segnò una svolta epocale nella metodologia di conservazione e di recupero delle opere d'arte. Una tappa importante per la «Città dei Sassi» che già nel 1993 ha ottenuto dall'Unesco il riconoscimento di patrimonio dell'umanità, e che negli ultimi vent'anni ha consolidato il suo impegno nel mondo dell'arte e della sua divulgazione, grazie a numerosi eventi espositivi di target internazionale, promossi dalle istituzioni locali (Regione Basilicata, Provincia e Comune di Matera) e dalla Fondazione Zetema (Centro per la valorizzazione e gestione delle risorse storico-ambientali). Enti che presenteranno domenica 5 ottobre (alle ore 10 presso l'auditorium del conservatorio «Duni», in piazza del Sedile 2) al progetto della sezione distaccata della Scuola di alta formazione e studio dell'Iscr, la cui apertura è prevista per novembre 2009. La realizzazione della Scuola di formazione è il punto terminale di un fitto programma di accordi stipulato tra il ministero per i Beni e le attività culturali, la Provincia di Matera e la Regione Basilicata. Il primo ha istituito, con decreto, l'attuazione della sezione distaccata, la Provincia ha ceduto in comodato d'uso un proprio immobile (in via 1 Maggio) per costituire la sede della Scuola e curarne l'adeguamento con fondi propri, e infine la Regione (IV atto integrativo all'Accordo di programma quadro MiBac - Regione Basilicata) è stata chiamata a farsi carico degli oneri finanziari per il funzionamento della stessa. Inoltre, il ministero si è impegnato a sostenere la progettazione tecnica specialistica e a fornire le proprie competenze tramite il personale tecnico-scientifico dell'Iscr. In una prima fase, attiva solo per la formazione di specialisti nei manufatti lapidei, la scuola sarà collocata in una porzione dell'edificio scolastico già edificato nella zona industriale Paip di Matera, concessa dalla Regione Basilicata e dalla Provincia di Matera in un'area destinata alle nuove attività produttive e artigianali, contesto periferico assegnato però ad orientare nuovi sviluppi produttivi. Il corso di studi della durata di cinque anni, equiparato quindi ad una laurea magistrale, è strutturato in conformità alle indicazioni fornite dal nuovo «Codice dei beni culturali e del paesaggio» (d.lgs. 2212004 n.42). Si acquisisce pertanto il titolo di restauratore di beni culturali che garantisce, nella fattispecie, l'intervento su manufatti lapidei e derivati, su superfici decorate dell'architettura (gessi, stucchi, dipinti murali, mosaici presenti copiosamente in tutta l'area meridionale). Nei primi quattro anni è previsto l'insegnamento di discipline storiche (archeologia, storia dell'arte, storia dell'architettura), scientifiche (botanica, chimica, fisica), di documentazione (disegno, applicazioni informatiche, sistemi di elaborazione delle informazioni), oltre che teoria e tecniche di restauro esperite in laboratori e cantieri scuola in stretta connessione tra teoria e pratica. Nel quinto anno il percorso di studi si completa con le materie giuridiche applicate ai beni culturali. Un nuovo istituto d'eccellenza dopo la facoltà d'architettura L'istituzione a Matera della sezione distaccata dell'Iscr è l'ultimo tassello di un quadro di promozione e di valorizzazione delle risorse culturali del territorio che ha radici lontane e che ora si consolida, anche sul piano della formazione, in nuovi percorsi e proposte articolate fra loro. La scuola dell'Iscr potrà del resto confrontarsi anche con la neonata facoltà di Architettura che tra qualche giorno aprirà i battenti. Ma è già dalla fine degli anni Settanta che Matera sceglie di puntare sugli investimenti culturali per superare l'atavica marginalità meridionale nel settore. Dal 1978 consacra infatti un appuntamento annuale alla scultura contemporanea, le famose «Grandi mostre nei Sassi», alloggiate nelle chiese rupestri della Madonna delle Virtù e di San Nicola dei Greci. Eventi realizzati con il circolo La Scaletta e con la Fondazione Zetema, non a caso tra gli enti promotori della scuola dell'Iscr. Sforzi organizzativi capitalizzati, nel 2006, nella realizzazione nel Musma, il museo materano della scultura contemporanea, che raccoglie le opere donate al circolo materano in occasione dei tanti appuntamenti espositivi, dalle famiglie degli artisti, da privati collezionisti, da critici e da gallerie nazionali e internazionali.