Ecco cne il Signore devasta la terra, la squarcia e ne sconvolge la superficie e ne disperde gli abitanti. Avverrà lo stesso al popolo come al sacerdote, allo schiavo come al suo padrone, alla schiava come alla sua padrona, al compratore come al venditore, a chi riceve come a chi dà in prestito, al creditore come al debitore. Sarà tutta devastata la terra...". Sì, è un passo della Bibbia e no, non è tratto dal libro dell'Apocalisse, ma da quello di Isaia, benché questi versi siano stati chiamati dagli studiosi proprio "apocalisse maggiore". Ebbene, inizia così il brano che il ministro della Cultura, il salmodiante - è proprio il caso di dirlo Sandro Bondi, leggerà nell'ambito dell'evento televisivo "La Bibbia di giorno e di notte". Una levatacela per il ministro: la lettura è prevista per le sette e quaranta, le prove iniziano un'ora prima e quindi a Bondi, il prossimo 9 ottobre, toccherà svegliarsi almeno alle cinque e quaranta per recarsi alla Basilica di Santa Croce in Gerusalemme! La lettura verrà aperta dal Papa domenica 5 ottobre e andrà in onda no stop fino all'11. Certo, i giornalisti della Rai che hanno scelto il brano del Grande Libro da far leggere all'ex coordinatore forzista, potevano pensare a qualche cosa di più appropriato: la Genesi, il libro di Ruth, qualcosa insomma di più delicato, di meno aggressivo... ve l'immaginate Bondi che scuote con voce magna le mura della Basilica? Perché no, magari declamando versi come "Terrore, fossa e laccio ti sovrastano o abitante della terra. Avverrà che chi fugge al grido di terrore cadrà nella fossa, sarà preso nel laccio, poiché cateratte dall'alto si aprono e si scuotono le fondamenta della terra".
L'apocalisse di Sandro Bondi
Il ministro della Cultura, Sandro Bondi, sarà a recitare un brano della Bibbia, specificamente il passo di Isaia che descrive la devastazione della terra, durante un evento televisivo "La Bibbia di giorno e di notte" che partirà il 5 ottobre e andrà in onda fino al 11 ottobre. La lettura è prevista per le sette e quaranta e Bondi dovrà svegliarsi alle cinque e quaranta per recarsi alla Basilica di Santa Croce in Gerusalemme. Il brano è considerato "apocalisse maggiore" e descrive la distruzione di tutti gli abitanti della terra, compresi il popolo, il sacerdote, lo schiavo e la schiava.
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