Berlusconi accetta l'invito di Bondi; dopo la riunione in Prefettura, missione con i ministri nel sito archeologico L'AVEVA annunciato: «Verrò a Napoli, anche tutti i mercoledì, finché la situazione non sarà risolta una volta per tutte». Cambia il giorno della settimana, ma Silvio Berlusconi mantiene la promessa: venerdì prossimo a Napoli si terrà il Consiglio dei ministri. Il terzo all'ombra del Vesuvio (i precedenti il 21 maggio e il 18 luglio) da quando il Cavaliere si è insediato sulla poltrona più alta di palazzo Chigi. All'ordine del giorno, le due volte precedenti, c'erano importanti provvedimenti da prendere per fronteggiare l'emergenza rifiuti e far tornare la situazione sotto controllo. Questa volta, invece, anche se non c'è ancora nulla di ufficiale, Berlusconi ha accettato l'invito del ministro Bondi per una visita agli scavi di Pompei. Sono indiscrezioni che arrivano dal Consiglio dei ministri di ieri a Roma dove il premier ha parlato a lungo del prossimo appuntamento napoletano. Tutto è già deciso. E lo dimostra l'avviamento della macchina organizzativa per la trasferta napoletana da parte dello staff di palazzo Chigi. E stato il Cavaliere a lanciare l'idea di un'assise di governo in Campania e non una semplice visita, per mercoledì, come aveva chiesto invece il titolare del dicastero dei Beni culturali. Perché il ministro Bondi ci tiene che il Cavaliere veda con i suoi occhi il nuovo volto dell'area archeologica dopo l'insediamento del commissario Renato Profili. E il premier anche su questo punto ha rilanciato: il suo desiderio è quello che tutta la squadra di governo, dopo aver svolto il Consiglio, si sposti a Pompei per una visita. «Perché - ha incalzato i ministri - la sfide devono essere vinte su tutti i fronti. E non bisogna mai tirarsi indietro». Il motivo di tanto interessamento per Napoli del premier è chiaro: il Cavaliere ha capito che ogni volta il rientro, in termini d'immagine e gradimento, è altissimo. E non solo in Campania. Per questo è pronto a nuova visita come è disposto a fare in modo che il G8 dell'anno prossimo, anche se si terrà ufficialmente a La Maddalena (ma i lavori sono a rilento), possa trovare uno sbocco finale nel golfo partenopeo. Progetto ribadito proprio l'altro giorno in conferenza stampa a Napoli quando ha confermato che sta lavorando molto a quest'idea. E ora anche sul capitolo Pompei, il premier è intenzionato a impegnarsi in prima persona anche per ridare nuove lustro all'area archeologica dove i dipendenti minacciano scioperi per i prossimi giorni per essere pagati di alcuni arretrati e i sindacati continuano a puntare il dito su una guerra di competenze instauratasi tra il commissario Profili e il soprintendente Guzzo. Problemi che rischiano di incancrenirsi e, soprattutto, di finire sui giornali di tutto il mondo come è accaduto negli ultimi mesi. Da qui la decisione di una visita a Pompei per sopire le tensioni e guadagnarsi, in questo caso, un'audience capace di travalicare i confini nazionali (e per questo si sta valutando la possibilità di fare inviti mirati per i giornalisti stranieri). La nuova sfida da vincere, di cui parlava ieri il Cavaliere, appunto.