CONSIGLIO REGIONALE (An.La.) Con trenta voti favorevoli della maggioranza (Pdl, Lega, Udc, Asquini del gruppo Misto e Pensionati), ieri il Consiglio regionale ha approvato la proposta di legge che modifica la riforma dell'urbanistica e della disciplina dell'attività urbanistica, cioè la legge 5 varata dall'amministrazione Illy nel 2007. Ventitre i voti contrari (Pd, Idv-Cittadini e Sinistra Arcobaleno). Nelle intenzioni della maggioranza si tratta di una disciplina transitoria, in vista di una riformulazione complessiva della materia. E' suddivisa in quattro articoli: il primo introduce nella 52007 tre articoli relativi a strumenti urbanistici generali comunali; il secondo coordina le recenti modifiche alla materia collegate agli strumenti attuativi e sopprime l'intervento sostitutivo regionale in materia di rapporti annuali sullo stato del territorio; gli articoli 3 e 4 reintroducono le disposizioni per i Piani regolatori particolareggiati comunali di iniziativa pubblica e privata, previsti dai vigenti strumenti urbanistici generali comunali, e attualmente contenute nel Regolamento di attuazione della legge 5. Per Daniele Galasso, relatore di maggioranza, si «è chiarita l'urgenza di un provvedimento che togliesse il blocco posto con la legge 5. Il provvedimento rasserena comuni e categorie, riavviando il ciclo virtuoso dell'economia regionale». Positivi i commenti di Udc, «il lavoro apre una stagione importante che ci porterà a riformare integralmente l'urbanistica», e della Lega, «non voliamo basso, diamo una raddrizzata a quanto non funzionava». Di tutt'altro avviso l'Idv-Cittadini, secondo cui, come ha detto il consigliere Alessandro Corazza, «questo è un indulto urbanistico». Per il Pd, «il senso della norma è che da oggi le brutture possono trovare cittadinanza in regione ha sostenuto Mauro Travanut -. Si ritorna al passato, si dice addio al riformismo. E' una giornata nera». Secondo Stefano Pustetto (Sa) «l'Aula con questa riforma premia chi viola le regole». Il Consiglio ha rinviato alla prossima seduta la discussione di due mozioni sulla specialità, ritenendo indispensabile la presenza del presidente Tondo, ieri a Roma.