I disegni di 200 anni fa ancora utili per il futuro Waterfront, aree militari, arsenale, rigassificatore sono i punti caldi per il domani del territorio Per Bonaparte era il più bello delluniverso e vi voleva edificare una città ricca di viali, fontane e scalinate Quando nel 1805, con la creazione dellimpero napoleonico, la capitale dei liguri era Parigi, e Napoleone il sovrano, la sua epopea visionaria passò dalla Spezia. Voleva fondare lungo la costa di Ponente del golfo da lui definito "il più bello delluniverso" il principale arsenale del Mediterraneo, ed edificare una città nuova fatta di magnifici edifici, piazze con fontane zampillanti, viali alberati, ampie scalinate che la univano al lungomare e allArsenale per la popolazione civile e militare, sul promontorio della Castagna (dove ora cè un parcheggio). Unidea rimasta solo nelle descrizioni e nelle carte degli ingegneri da lui mandati a occuparsene. Decine e decine di documenti, disegni, mappe, da lui commissionati per farne un plastico, abbandonati per 200 anni, che testimoniano la grande utopia illuminista dellimperatore rimasta impigliata nelle maglie della storia del golfo spezzino. Materiale iconografico di grande valore artistico e scientifico ritrovato e studiato per dieci anni dalla geografa e storica della cartografia Luisa Rossi, che per la prima volta viene esposto nel progetto "Paesaggi di carta" alla Spezia in una mostra alla Palazzina delle Arti, "Napoleone e il Golfo. Topografi francesi nel Golfo della Spezia (1809-1811)", curata da Marzia Ratti che si inaugura oggi, seconda giornata del convegno internazionale al Camec, occasione anche per fare il punto sulle trasformazioni dei luoghi, le scelte attuali, il futuro della città. Tutto era da progettare, strade, ponti, acquedotti, bacini, banchine. Bonaparte commissionò un plastico a un ingegnere-artista, il capitano del Genio napoleonico Pierre-Antoine Clerc a capo di una brigata di topografi che, tra il 1809 e il 1811, hanno rilevato e disegnato il territorio casa per casa, albero per albero, producendo circa 400 fra meravigliosi acquerelli di vedute, disegni in pianta e prospettiva, carte topografiche e documenti storici che ricostruiscono esattamente il golfo dellepoca da Cadimare a Porto Venere, da Tramonti al Tinetto. Per fare ciò sperimentarono la nuova metodologia delle curve di livello, una rivoluzione nella storia della cartografia. Il plastico tridimensionale, riprodotto nella mostra, misura 30 metri quadrati ed è conservato a Parigi nel Museo degli Invalidi. «La Spezia è stata un laboratorio di progettazione urbanistica di altissimo livello. I documenti del passato non sono solo un patrimonio culturale da restituire alla memoria collettiva ma hanno una grande utilità nella progettazione futura: la ricerca non deve restare fine a se stessa ma dare un contributo alla riflessione e risoluzione dei problemi attuali - spiega Luisa Rossi - Per questo il convegno, dopo gli interventi di ieri, si concluderà stamattina con una tavola rotonda dedicata alla gestione delle coste, mettendo a confronto studiosi e istituzioni fra cui il sindaco Massimo Federici, promotore del progetto. Problematiche non solo locali, e se è vero che il paesaggio comera suscita nostalgia è anche vero che non lo si può imbalsamare, ma è certamente indispensabile agire con estrema ponderatezza». La Spezia oggi, uscita dallimmagine degli anni della grande industrializzazione statalizzata, deve affrontare alcune criticità. I punti caldi sono il waterfront, o fronte a mare, alcune aree militari di cui si chiede la restituzione alla città, il rigassificatore di Panigaglia, larea IP, il futuro dellarsenale, la vendita del patrimonio demaniale. A questo proposito, alla tavola rotonda di oggi sarà presente tra gli altri Pierre Bougeant del Conservatoire du Littoral, un ente del Ministero francese creato nel 1975 da Pompidou dopo il massacro edilizio in Costa Azzurra che ha come obiettivo lacquisizione allo stato di un terzo dei territori costieri di mare, di lago, di fiume per tutelare il territorio. È un Ministero che compra invece che vendere, al contrario di ciò che succede in Italia, dove il patrimonio demaniale in parte è messo in vendita e cè chi, come i grandi gruppi bancari, sembra star solo ad aspettare. Ecco, dunque, il programma completo di «Paesaggi di carta», presso il Camec di piazza Cesare Battisti 1. Alle ore 9 la tavola rotonda "Dalla rappresentazione alla gestione del paesaggio costiero", con Massimo Quaini (Università di Genova), Leonardo Rombai (Università di Firenze), Diego Moreno (Università di Genova), Franco Lorenzani (Regione Liguria), Massimo Federici (sindaco della Spezia), Giorgio Rossini (soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Liguria), Pierre Bougeant (Conservatoire du Littoral) e Luisa Rossi (Università di Parma). Alle ore 16 inaugurazione nel chiostro del Museo Civico "Amedeo Lia" (via del Prione 234) della mostra "Carte in... chiostro" a cura di Giorgio Mangani. Alle ore 17 alla Palazzina delle Arti (via del Prione 236) aprirà «Napoleone e il Golfo. Topografi francesi nel Golfo della Spezia (1809-1811)», curata da Marzia Ratti e illustrata con catalogo scientifico a cura di Luisa Rossi, aperta fino a domenica 11 gennaio (orari 10-12 e 16-19 da mercoledì a domenica, martedì 16-19, lunedì riposo). Domani, infine, alle ore 10, "Napoleone e il Golfo", visita su iscrizione ai luoghi "napoleonici" con il battello del Consorzio Marittimo Turistico "5Terre-Golfo dei Poeti".
LIGURIA - Spezia laboratorio urbanistico la grande utopia di Napoleone
Il territorio della Spezia, che era il sogno di Napoleone per fondare un nuovo arsenale e una città ricca di viali, fontane e scalinate, ha un patrimonio iconografico di grande valore artistico e scientifico. I disegni e le carte commissionati da Napoleone tra il 1809 e il 1811, ritrovati e studiati per dieci anni dalla geografa Luisa Rossi, sono stati esposti in una mostra alla Palazzina delle Arti. Il plastico tridimensionale, misurante 30 metri quadrati, è conservato a Parigi nel Museo degli Invalidi. La Spezia è stata un laboratorio di progettazione urbanistica di altissimo livello, e i documenti del passato hanno una grande utilità nella progettazione futura.
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