Socialisti, Lega e F. Italia: «Saranno mini-alloggi e imprese locali sfavorite» L'assessore: «Stessi volumi del piano strutturale» ROSIGNANO. E' una storia travagliata, ultra decennale, quella della cerniera urbana tra l'abitato a nord di Solvay e Castiglioncello, tra il porto e via Lungomonte ormai a tutti nota come H5: 327.366 mq di cui 29mila di proprietà comunale. Un'area che prima del '90 era parte di una più ampia superficie destinata a Peep (edilizia popolare), poi modificata con l'ultimo Prg. Diventata strategica è stata poi suddivisa in 2 comparti destando, negli anni, svariati appetiti edilizi e commerciali. Ha subìto un primo ridimensionamento (la variante del 2002 ridusse i volumi di residenziale da 300mila a 130mila metri cubi). Ma ora che il regolamento urbanistico riveduto - dopo l'indagine della Procura di Livorno e le osservazioni della Regione - volge al termine, esplodono nuove polemiche. Tensioni che investono anche la coalizione di maggioranza. E l'epicentro di queste fibrillazioni è il comparto H5. «300 case in più». L'accusa che oggi Socialisti, Lega Nord e Forza Italia muovono all'amministrazione comunale è di aver sì ridotto l'impatto del cemento sulla costa, con ridimensionamenti dell'abitato (dai 506 alloggi del primo regolamento Nenci ai 267 di oggi, a cui però vanno aggiunti 1025 appartamenti che non concorrono al dimensionamento perché fatti salvi o perché rappresentano interventi di completamento) ma di aver riempito di case proprio l'H5: un comparto che è appunto «fatto salvo». In sostanza si accusa l'amministrazione di aver fatto uscire un tot numero di alloggi dalla finestra dei vari Utoe per farli rientrare dalla porta dell'H5. Numeri consistenti: 360 per il capogruppo di F. Italia Angeli, poco meno di 300 per i socialisti. Cioè, se la Regione nelle sue osservazioni aveva fissato in 440 le case nell'H5, oggi si parlerebbe di oltre 700. Franchi replica. Un'accusa, questa, che l'assessore all'urbanistica Alessandro Franchi smentisce seccamente: «Le volumetrie sono quelle del piano strutturale, non c'è stata nessuna modifica». E a voler sgombrare il campo da equivoci e sospetti aggiunge: «Sull'H5 non è deciso nulla. Le due aree in cui è stato diviso il comparto, essendo le due ultime aree libere del territorio, devono sottostare ad un percorso di partecipazione pubblica». Fatto sta che in maggioranza si accesa una vivace discussione, coi socialisti che dopo l'interrogazione in Regione di Ciucchi hanno chiesto di ampliare la quota di edilizia sociale (almeno al 20) e soprattuto di evitare il proliferare di seconde case. Eventualità questa che, secondo i socialisti, si profila con schede generali che disegnano tagli di appartamenti da 75 e 50mq lontane dal modello di «città giardino» pensato in origine. Il comparto 3T2. Ed allora vediamole queste due aree: la prima è il comparto 3t2, in sostanza quello che nelle intenzioni di palazzo civico dovrebbe essere il nuovo centro urbano: è un'area di 216.859 mq dove si prevede una grande struttura di vendita, un albergo, il distretto socio-sanitario, la nuova piazza, aree verdi, galleria commerciale e una viabilità di comparto. Le previsioni di alloggi sono per 95mila metri cubi. In quest'area la Vignale Immobiliare, società della Unicoop Tirreno, ha rilevato dal concordato della Concrete (il consorzio d'imprese che faceva capo all'imprenditore livornese Saporito) circa 8 ettari di terreno per ricavarvi il nuovo supermercato: una coop da 3.500 mq di nuova concezione che rileverà quella oggi operante in via Berti-Mantellassi. L'immobiliare di Riotorto è interessata anche ad una parte di residenziale. Di questo comparto l'area di proprietà Unicoop è indubbiamente la più consistente. Il comparto 3T4. L'altro sub comparto dell'H5 è più spostato a monte ed è poco più della metà del primo (128.595 metri quadrati). Qui il carico urbanistico di edilizia residenziale è di circa 35mila metri cubi. Per anni quest'area è stata frazionata fra diversi proprietari. Alcuni terreni sono stati acquistati da una serie di cooperative edili (aderenti a Confcooperative) con sedi fra Scandicci e Montelupo che sarebbero intenzionate a realizzare un villaggio (circa 300 appartamenti) ad est di via Lungomonte e che hanno già fatto circolare depliant informativi sugli alloggi in costruzione. Questo, dice il segretario regionale del Ps Ciucchi, per interventi edilizi non ancora «approvati, nè convenzionati e tantomeno iniziati». L'assessore Franchi ribadisce che «nessuna licenza sarà assegnata prima che l'iter del regolamento venga chiuso», ma sulla vicenda H5 si consumano oggi forti tensioni. Il caso in Parlamento. La Lega Nord ha ricevuto, attraverso il suo ufficio legale, segnalazioni di proprietari e piccoli imprenditori di Rosignano Solvay che si lamentano perché si sarebbero visti imbiancati piccoli interventi edilizi nell'Utoe 3 mentre sull'H5 sono in partenza grandi lottizzazioni. E minacciano di ricorrere al Tar. «L'onorevole Paolini - dichiara il segretario provinciale della Lega Nord Baggiani - presenterà a giorni un'interrogazione parlamentare sul caso H5». Si accusa l'amministrazione comunale di agevoare la piccola imprenditoria locale a scapito di una certa imprenditoria cooperativa non locale. E anche Forza Italia, attraverso il capogruppo Angeli, annuncia battaglia. Il tutto mentre il regolamento è pronto al varo, in attesa solo del parere dell'Autorità di Bacino in arrivo a fine mese. A.R.
TOSCANA - URBANISTICA: 300 case in più a Caletta Bufera sulle nuove lottizzazioni
L'area H5 di Rosignano Solvay è un comparto di 327.366 mq di cui 29.000 di proprietà comunale. Il comparto è stato suddiviso in due aree, 3T2 e 3T4, con previsioni di alloggi di 95.000 metri cubi. Tuttavia, i socialisti, la Lega Nord e Forza Italia accusano l'amministrazione comunale di aver fatto uscire alloggi dalla finestra dei vari Utoe per farli rientrare nella zona H5. Le volumetrie sono quelle del piano strutturale, ma l'assessore Franchi smentisce che non ci sia stata modifica.
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