Secondo i giudici amministrativi il complesso può accedere al condono Il complesso residenziale di via Camillo Rosalba, da anni al centro di un contenzioso giudiziario, può e deve accedere al condono perché non è stato lottizzato abusivamente. Costituisce un vero e proprio colpo di scena la sentenza con la quale il Tar ha giudicato in regola i palazzi Rubino che il giudice penale di primo grado invece, nel maggio del 2007, aveva ordinato di demolire. Con un provvedimento di 24 pagine, il Tribunale amministrativo ha accolto i ricorsi presentati dai costruttori e dalle famiglie che, nel complesso, hanno acquistato gli appartamenti: il Comune, scrive la terza sezione del Tar, deve rilasciare il condono. I palazzi sono al centro di una complessa vicenda penale, sfociata in due processi. Il primo si è concluso con lassoluzione dei due imprenditori Giuseppe e Pietro Rubino, il secondo con la condanna in primo grado dei due imputati, accusati di aver lottizzato abusivamente il complesso edilizio. La realizzazione di immobili, costituiti da appartamenti e locali commerciali e non da unità abitative destinate agli studenti, come prevedeva il progetto iniziale, secondo il giudice penale Antonio Civita, ha causato «una grave lesione del diritto del Comune a veder realizzato uno sviluppo razionale ed armonico». La sentenza del Tar offre invece una ricostruzione diversa. «Le ragioni per le quali il giudice penale ha ritenuto che gli abusi realizzati dai signori Rubino abbiano integrato una lottizzazione abusiva, certamente puntuali e pertinenti - scrive il Tribunale amministrativo - fanno passare sotto silenzio, alcune particolarità del caso». Il provvedimento con il quale il consiglio comunale diede il via libera alla realizzazione del complesso edilizio, spiega il giudice relatore Roberta Ravasio (la stessa dellordinanza sulle quote rosa al Comune di Molfetta), può essere valutato «quale atto di programmazione», sostituisce quindi il piano di lottizzazione. Dando il via libera al progetto, alla costruzione di un residence che doveva essere affittato agli studenti, di fatto, Palazzo di Città ha autorizzato una «struttura privata non convenzionata» che ora ospita prevalentemente appartamenti. Nulla vieta, spiega la terza sezione, presieduta da Amedeo Urbano, di trasformare, però, le unità abitative in alloggi per gli universitari. «Che gli appartamenti - sostiene il Tar - non vengano affittati a studenti dipende, allora, non dalla struttura in sé, ma da un elemento puramente volontaristico, e cioè dalla volontà dei singoli proprietari degli appartamenti». La sentenza dei Tribunale amministrativo va oltre. E affronta anche il nodo dellimpatto urbanistico. Quello «cui ha dato luogo il complesso in concreto realizzato - pensano i giudici amministrativi - non differisce sensibilmente da quello che avrebbe comportato il residence per studenti». Ora, nei palazzi, abitano famiglie con bambini che possono avere «esigenze» diverse da quelle degli universitari, ma «molti altri bisogni coincidono per tutte le categorie». «Ora fare una diffida al Comune perché dia esecuzione alla sentenza» spiega Nicola Di Modugno, avvocato dei due costruttori. Il Comune al quale il Tar ha ordinato di concedere il condono per gli appartamenti ora sta valutando la possibilità di ricorrere al Consiglio di Stato. Non è la prima volta (in passato cè stato ad esempio Punta Perotti) che un caso di urbanistica approda sulle scrivanie dei giudici.
PUGLIA - "Poggiofranco, i palazzi sono regolari" il Tar dà ragione ai costruttori Rubino
Il Tribunale amministrativo (Tar) ha accolto i ricorsi dei costruttori e delle famiglie che hanno acquistato gli appartamenti nel complesso residenziale di via Camillo Rosalba, che è stato al centro di un contenzioso giudiziario. Il giudice penale di primo grado aveva ordinato la demolizione dei palazzi, accusando i costruttori di aver lottizzato abusivamente. Tuttavia, il Tar ha ritenuto che la realizzazione del complesso non sia stata abusiva e che il Comune abbia autorizzato la costruzione di un residence che ospita prevalentemente appartamenti.
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