Pistelli, abbattiamo la pensilina Il candidato Pd si presenta al Puccini: frecciate ai rivali Renzi e Pistelli «Visto che tutti parlano di nomi, salvo poi lamentare lassenza di contenuti, io sposto il dibattito sulla concretezza», è il messaggio del deputato che parla sulle note di What a wonderful world di Armstrong. Alle sue spalle le immagini che scorrono. La Pira, Calvino, le ultime opere realizzate a Firenze, i volti di Aldo Moro ed Enrico Berlinguer, il simbolo del Pd. «Se Matteo Renzi si è presentato al Palacongressi senza neppure nominare il Pd, io mi presento come uomo del partito». Come il candidato concreto che innova senza strappi e fughe in avanti. E che non dimentica la strage sul lavoro di questi giorni, chiedendo un minuto di silenzio alla platea. «Personalmente non credo nella politica fondata sul genere o sulla carta didentità», è la frecciata di Pistelli a Daniela Lastri e Renzi. E a chi lo critica per i tanti anni di assenza da Firenze, il deputato risponde: «Ho viaggiato e fatto attività in 80 diversi paesi: proprio lunedì scorso tornando da Zurigo ho preso il mio millesimo volo: se perdo le primarie non so se fischietterò ma potrei fare il concorso per steward nella nuova Alitalia. E ora è il momento, letà giusta, per restituire qui, a casa mia, tutto ciò che ho imparato fuori, perché ci sono momenti in cui una generazione si sente pronta alla sfida dellinnovazione», annuncia il deputato. Negli ultimi 14 anni, prima con Primicerio (presente) e poi con Domenici (assente), la città ha fatto un lungo cammino. I nomi dei due sindaci sono applauditi. Ma resta, aggiunge Pistelli, ancora «tanto da fare». Per il traffico per esempio, perché 200mila auto e 62mila moto per 360mila residenti sono davvero troppe. E man mano che arriverà la tramvia si dovranno varare «restrizioni della mobilità privata creando isole pedonali e piste ciclabili». Non solo. Firenze ha perso 100mila abitanti in 15 anni: «Dobbiamo riportare la residenza in città». Come? Tra ex caserme, edifici ex Enel, ex Ferrovie ed ex Telecom, fa i conti Pistelli, ci sono 680mila metri quadrati di superficie che possono essere recuperati e destinati a nuovi alloggi. Ad un Piano casa straordinario. Mentre nella «stecca di città che va dalle Cascine alla Leopolda», dove sorgerà il nuovo Teatro, cè anche la ex Manifattura Tabacchi, che Pistelli propone di trasformare in una «città del restauro, in nuovi laboratori della creatività e del design». Pistelli insiste sul tema della cultura (lanno di Galileo, le celebrazioni di Firenze capitale, il museo della città, il museo delluniverso alla Torre del Gallo che però è già passata di mano), sfiora quello della sicurezza («strade bene illuminate, negozi aperti anche in orari diversi») e arriva a proporre per il 2009 una «notte bianca». Senza mai correre avanti, senza mai lanciare o rilanciare proposte che non siano in sintonia con i pronunciamenti del Pd. Tre le sfide alle quali Pistelli affida il senso del futuro: la difesa dal consumo del turismo "mordi e fuggi", il rapporto con la cultura contemporanea e il passaggio da città consumatrice a città produttrice di cultura. Questo spiega il deputato, che fa sapere di essere andato ieri mattina a rendere omaggio alle tombe di tre grandi fiorentini: Gaetano Pieraccini, Mario Fabiani e Giorgio La Pira. In prima fila lex sindaco Mario Primicerio, con il suo ex assessore Guido Clemente, Giuseppe Matulli, Paolo Bambagioni, Cristina Bevilacqua e Anton Giulio Barbaro, il presidente del Quartiere 3 Andrea Ceccarelli, il capogruppo del Pd Alberto Formigli, lassessore allurbanistica Gianni Biagi, il parlamentare Massimo Livi Bacci, il docente Carlo Trigilia, Giovanni Maltinti, Marco Baldi della Cna, Marco Martelli Calvelli, Giulio Quercini e il presidente della Camera di commercio Luca Mantellassi (era andato anche dagli altri candidati), Alberto Bianchi, Massimo Gramigni, Alessandro Lo Presti. I Verdi hanno fatto sapere ieri di star riflettendo su una eventuale scelta di campo a suo favore. «O Pistelli o Daniela Lastri», dicono il portavoce provinciale Tommaso Grassi e il capogruppo provinciale Luca Ragazzo. «E se il capogruppo comunale Gianni Varrasi ha già scelto Pistelli lo ha fatto a titolo personale», aggiungono. «Di sicuro non appoggeremo lassessore Graziano Cioni. Tantomeno Renzi». Renzi è lunico avversario che Pistelli non cita e neppure ringrazia.