Cè chi, come Italia Nostra, propone una raccolta di firme. Chi invita i consiglieri a dare il buon esempio e ad andare a lavoro a piedi. Chi, infine, chiede ai cittadini uno scatto di orgoglio per riprendersi la città. Tutti, comunque, bocciano la decisione di Palazzo delle Aquile e invitano lamministrazione a imitare le altre città italiane ed europee. Lappello più accorato è di certo quello della Soprintendente ai Beni culturali Adele Mormino che invita il Comune ad adottare quanto prima un piano urbano del traffico. «Non conosco le nuove disposizioni su piazza Bellini - dice la Mormino - ritengo, però, che una piazza come questa, sulla quale insistono monumenti di importanza storica rilevantissima, debba essere liberata dalla macchine. È uno spazio concepito per restare libero. Così come piazza Pretoria e piazza Bologni. È inutile, però, prendere provvedimenti estemporanei. Questi interventi vanno inseriti in una pianificazione complessiva che solo un piano urbano del traffico può dare». La chiesa della Martorana e San Cataldo. E ancora Santa Caterina e il Teatro Bellini. «In pochi metri sono concentrati pezzi di storia della città - dice Rosanna Pirajno, architetto e docente universitario che con la sua associazione Salvare Palermo si batte per la salvaguardia del patrimonio artistico della città - È per questo che piazza Bellini è una piazza unica. Non può essere mortificata dalle auto e ridotta a parcheggio. Chiedo ai consiglieri di prendere un taxi per partecipare alle sedute, oppure di organizzarsi per andare insieme e cercare parcheggio altrove. Unaltra idea potrebbe essere quella di fare una convenzione con un posteggio nelle vicinanze. Se cè la volontà, unaltra soluzione può essere trovata». Più duro larchitetto Iano Monaco: «Una vergogna ridurre piazza Bellini a un parcheggio. Ma del resto cosa ci si può aspettare da una città che trasforma in posteggio anche piazza della Memoria? Abbiamo gli amministratori che ci meritiamo. Sono lo specchio di una città che non ha rispetto per la sua storia. Nel resto dItalia non sarebbe mai accaduto». Il posto auto riservato, proprio accanto a Palazzo delle Aquile, fa comodo a tutti i consiglieri. E se molti rivendicano la legittimità di un ordinanza che dà solo a loro il diritto di posteggiare, cè anche chi prova a fare una proposta alternativa. Come Manfredi Agnello, consigliere forzista, spesso impegnato in battaglie di salvaguardia del patrimonio. «In effetti quelle strisce gialle che invadono la piazza non sono granché - dice - però per noi consiglieri il posto per la macchina quando cè Consiglio è fondamentale. La mia proposta è quella di lasciare durante il giorno solo sei, sette posti riservati agli inquilini di Sala delle Lapidi. Tutto il resto della piazza, così, resterebbe vuota. Quando cè la seduta, una massimo due volte a settimana, potrebbe però essere data ai consiglieri la possibilità di posteggiare». Una proposta che il fratello di Manfredi, Riccardo Agnello, presidente del Fai, non prende nemmeno in considerazione: «Piazza Bellini deve essere liberata dalle macchine. I consiglieri potrebbero comprare una bella bicicletta per andare a lavorare pedalando. Del resto cosa aspettarsi dopo che il teatro è stato trasformato in pizzeria?». Piero Longo, presidente di Itala Nostra, organizzerà una raccolta di firme per piazza Bellini: «Il centro storico deve essere salvato - dice - sono dispiaciuto per il cattivo esempio dato dai consiglieri comunali». Per Vittorio Umiltà, consigliere di Salvare Palermo, «serve un piano traffico che salvi piazza Bellini e le altre piazze antiche», mentre per Bernardo Tortorici, presidente dellassociazione Dimore storiche, la chiusura deve avvenire immediatamente: «In piazza Bellini e piazze Pretoria non solo non si deve posteggiare, ma non si deve nemmeno passare a bordo di mezzi motore. I consiglieri si facciano lasciare ai piedi della scalinata».
PALERMO - La piazza Bellini "espropriata" insorgono storici e associazioni. Anche la soprintendente Mormino contro la sosta riservata ai consiglieri
In Palermo, piazza Bellini è stata chiusa al traffico automotore per motivi di sicurezza e per preservare la sua bellezza storica. La decisione è stata presa dopo una serie di proteste da parte di associazioni culturali e di cittadini che vogliono salvaguardare il patrimonio artistico della città. Le associazioni chiedono che i consiglieri comunali facciano un buon esempio e andino a lavoro a piedi, mentre i cittadini invitano a scattare uno scatto di orgoglio per riprendersi la città. Alcuni consiglieri hanno espresso la loro disapprovazione e hanno proposto soluzioni alternative, come la riservazione di posti per i consiglieri o la creazione di un piano urbano del traffico.
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