Venerdì 3 Ottobre 2008 LEGAMBIENTE. Edoardo Nolo, ex consigliere comunale a Lazise, critica la norma regionale «Finalmente i giudici vogliono far ordine» «Finalmente si è cominciato a guardare, anche in ambienti giudiziari, a quello che succede sul lago di Garda». Edoardo Nolo, esponente del circolo di Legambiente Terre del Garda, non usa mezzi termini per commentare l'ondata di inchieste e provvedimenti adottati dalla Procura di Verona sulle lottizzazioni turistico-alberghiere. L'occasione per tornare sull'argomento è la notizia dell'acquisizione di documenti, in municipio di Lazise, sul progetto Pacengo. «Mi sembra che le questioni Sermana e Bassana di Peschiera», spiega Nolo, «e quelle di Pacengo e Albisano stiano dimostrando che negli ultimi 20 anni sul lago si è esagerato in termini di edilizia e di uso del territorio. Ogni situazione è un caso a sé. Quando ero consigliere comunale a Lazise», ricorda, «ho sostenuto la decisione del sindaco Franceschini su Pacengo Alto e Pacengo Porto: perché quell'intervento ha modificato tutto il piano urbanistico del progetto proprio per garantire che non ci fossero i presupposti perché accadesse quello che si è invece verificato a Peschiera. Ora, non si può fare il processo alle intenzioni perché di costruito a Pacengo Alto e Pacengo Porto non c'è niente. Ma ciò non toglie che la Procura faccia bene a intervenire sulle questioni recettive ed evitare che succeda come a Peschiera. Ma la cosa più importante che emerge da tutte queste vicende è che il problema a monte è di tipo normativo: le situazioni sono differenti una dall'altra e dipendono solo da come ciascun Comune ha organizzato la propria disciplina urbanistica». «Questo significa», continua Nolo, «che è la legge regionale 33 del 2002 a contenere anomalie che possono originare questa chiamiamola confusione. Una confusione che riguarda non solo le strutture turistico-alberghiere ma anche quelle recettive all'aperto, cioè i campeggi. Ecco perché é auspicabile che ci sia un chiarimento che non può che partire dalla normativa e dunque di nuovo dalla Regione. E poi sarebbe ora che si riconoscesse che da un lato si discute e si critica la cementificazione, cioè le seconde case, e dall'altro si continua a lasciarle costruire. Cosa che vale anche per tutti quei prefabbricati di cui è costellata la riva gardesana e danno origine a dei veri e propri paesi abusivi che si continua a far finta di non vedere». Alla luce di questi elementi Nolo rivendica per l'azione di Legambiente (l'esposto che ha dato avvio al caso Sermana) il merito di «aver scoperchiato un pentolone in cui finora erano finite speculazioni di ogni tipo con un unico comune denominatore: il guadagno economico a danno della qualità della vita dei residenti e dell'ecosistema. Perché il lago di Garda pare ormai considerato un'immensa sala giochi. La speranza è che l'unione di comitati civici possa risvegliare nella gente un sentimento comune di tutela del territorio».
LAGO DI GARDA - PAESAGGIO: lottizzazioni turistico-alberghiere
Il giornalista Edoardo Nolo, ex consigliere comunale a Lazise, critica la norma regionale Finalmente i giudici vogliono far ordine. Nolo sostiene che l'ondata di inchieste e provvedimenti adottati dalla Procura di Verona sulle lottizzazioni turistico-alberghiere dimostra che negli ultimi 20 anni sul lago di Garda si è esagerato in termini di edilizia e di uso del territorio. Nolo ricorda che quando era consigliere comunale a Lazise, aveva sostenuto la decisione del sindaco Franceschini su Pacengo Alto e Pacengo Porto, che aveva modificato il piano urbanistico del progetto per garantire che non ci fossero i presupposti per l'accaduto a Peschiera.
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